Window Socket ha messo l’energia nel taschino

30 giugno 2016 by

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Una presa per la corrente applicata a una ventosa contenente mini celle fotovoltaiche. È l’idea dei designer Kyuho Song e Boa Oh per fornire ricarica gratuita in qualunque situazione facendo ricorso all’energia pulita.

 

Mettersi l’energia in tasca. Con il diffondersi dell’uso di smartphone, tablet e altri device che ormai ci accompagnano per l’intera giornata, la disponibilità illimitata di ricarica è diventata un po’ il desiderio di tutti, specialmente di chi viaggia molto per lavoro. Rispondere a quest’esigenza è la sfida di Window Socket, una presa della corrente avveniristica che sembra piombata nella realtà dal film “Ritorno al futuro 2”. Si tratta di una ventosa applicabile a qualsiasi finestra (anche al finestrino dell’auto o addirittura dell’aereo) che contiene da un lato delle mini celle solari e dall’altro i classici due poli per le spine elettriche. Applicando Window Socket al vetro, le minicelle assorbono il calore del sole e lo trasformano in energia, che viene rilasciata direttamente all’apparecchio attaccato alla presa. In questo modo, si può accedere all’energia elettrica gratuitamente da qualunque posto e in qualunque momento, purché – naturalmente – esposto al sole. La soluzione si qualifica quindi come ecosostenibile, in quanto fornisce energia pulita al 100 per cento.

 

Un device portatile in ogni situazione

Le piccole dimensioni e la leggera scocca in gomma permettono di portare Window Socket con sé nei viaggi riponendolo nello zaino o nella borsetta per estrarlo in tutte quelle circostanze nelle quali ci potrebbe essere necessità di energia supplementare. Pensiamo ai viaggi in treno, o alle attese dal medico, oppure in automobile. La quantità di energia fornita è molto limitata, ma sufficiente per ricaricare un cellulare o un lettore mp3 in cinque-dieci ore, a seconda dell’esposizione solare.

Oltre alla carica diretta, Windows Socket permette di immagazzinare energia all’interno della batteria integrata: basta ruotare la presa e il flusso di corrente devia verso l’accumulatore per trattenere sempre una carica di riserva per la notte. Il suo utilizzo è quindi possibile anche quando non c’è il sole.

L’idea, apparentemente geniale, è frutto della mente di Kyuho Song e Boa Oh, che hanno saputo innovare gli attuali accessori di ricarica solare abbinandoli direttamente a una presa di corrente. Il device è disponibile sul sito Yankoo Desing, e recentemente è anche in vendita su Amazon.

L’unico limite ancora da migliorare è la quantità di energia fornita e la lentezza della ricarica. Oltre, visti i tempi meteorologici, alla disponibilità del sole!

 

 

Il sole a portata di mano, un sogno per il futuro

Per centrare gli obiettivi di Cop 21 aumentando l’approvvigionamento da fonti pulite e risolvere il problema delle piccole superfici a disposizione, la nuova frontiera del fotovoltaico consiste nelle microcelle. In particolare, in quelle utilizzabili facilmente in situazioni di emergenza e di indisponibilità di energia elettrica. Alcuni esempi? I pannelli solari realizzati su supporti di plastica riciclabile dalla fiorentina EnEco Group: sono flessibili e applicabili potenzialmente ovunque, per esempio per l’alimentazione di batterie in auto elettriche, camper e caravan, per la refrigerazione di veicoli frigo, per l’alimentazione di aria condizionata su autobus o per la produzione di energia di bordo nella nautica, nelle costruzioni o in droni alimentati elettricamente, in pensiline e stazioni di ricarica.
Per l’outdoor, un’altra soluzione portatile è la Solar Power Station. È composta da un accumulatore di energia di dimensioni e peso ridotti alimentato da pannelli fotovoltaici flessibili e ipersottili. Si tratta di una vera e propria mini centrale fotovoltaica, pensata per i crocieristi o per chi pratica il campeggio nautico. Una fonte di energia per ricaricare dispositivi GPS, satellitari, cartografi, radio e tutta la strumentazione necessaria. Sono adatti in particolare a chi è costretto a operare in condizioni di emergenza. Garantiscono infatti la disponibilità di una fonte per la produzione dell’energia necessaria al funzionamento degli strumenti tecnologici di bordo.

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