Wattways, il solare cerca la strada giusta

10 gennaio 2017 by

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In Francia si sta studiando la possibilità di lastricare 1.000 km con speciali pannelli solari resistenti al traffico. Senza sacrificare ulteriori superfici. Purtroppo le rese energetiche finora non sembrano completamente favorevoli.

 

Lastricare la strada verso il futuro. Questo l’ambizioso progetto denominato WattWays, realizzato dall’Istituto Nazionale di Energia Solare (INES) in collaborazione con Colas (società specializzata in infrastrutture di trasporto) e scelto dal governo francese per installare 1.000 km di pannelli solari lungo le strade.

Wattways è stata presentata per la prima volta al Salone Mondiale dell’Efficienza di Parigi, dopo un’elaborazione di cinque anni. I due partner hanno calcolato che coprire un quarto delle strade francesi assicurerebbe alla Francia l’indipendenza energetica. E appena il 2,5% della superficie nazionale fornirebbe il 10% del fabbisogno. Poiché anche un lungo viaggio inizia con il primo passo, la sperimentazione di 1.000 km in Francia potrebbe aprire letteralmente la strada a un mercato globale.

Diversi Paesi, infatti, hanno mostrato il proprio interesse, come la Danimarca. Ma il sistema può essere applicato anche a situazioni più piccole, come le pavimentazioni dei parcheggi, potenzialità che ha destato l’interessamento di alcuni operatori della grande distribuzione e di società di trasporti pubblici.

Punti di forza del progetto francese sono l’efficienza – con un chilometro di strada può illuminare una cittadina di 5 mila abitanti – e la resistenza, che garantisce la durata ventennale di questi pannelli pur con un traffico di veicoli intenso. Una strada simile, infatti, era già stata realizzata in Olanda su una pista ciclabile, con il nome di Solar Road, ma consente il transito di sole biciclette (vedi box).

Wattaway, invece, è stato sperimentata nelle cittadine di Chambery e Grenoble, simulando la percorrenza di un milione di chilometri.

A rendere unica Wattway sono due brevetti che rendono indistruttibile la resina su cui passano i veicoli, compresi gli autocarri. Le lastre Wattway sono celle fotovoltaiche in silicio policristallino incorporate in un substrato di pochi millimetri. Lateralmente è collegato un contenitore che incorpora le componenti di sicurezza elettrica. Le lastre – moduli di 5 metri per 4 – sono antiscivolo e vengono incollate direttamente alla superficie esistente.

 

Ma per alcuni i conti non tornano

Tutto perfetto, dunque? C’è anche chi è del parere che si tratti solo di un’operazione di facciata. Assoelettrica ha fatto una stima dei costi dell’intervento, di 2,7 miliardi di euro, pari a 45 centesimi a kWh, un costo molto più alto rispetto a quello delle imprese che realizzano grandi impianti fotovoltaici. Costo che va poi messo in relazione all’energia prodotta, che per le lastre fotovoltaiche stradali sarebbe inferiore ai pannelli tradizionali, perché la posizione orizzontale fa perdere un 10-15% del rendimento energetico e i veicoli metterebbero in ombra la superficiesenza contare l’oscuramento prodotto dai residui di pneumatico e dall’inquinamento. Il rotolamento dei pneumatici sulla superficie sei sistemi Wattway farebbe aumentare la temperatura e quindi ridurrebbe in eguale misura la generazione elettrica. Infine, la protezione superficiale, necessaria per sopportare il peso dei grandi veicoli merci, taglia l’efficienza di un altro 5%.

Forse sarebbe più efficiente installare pannelli lungo i bordi delle autostrade.

Eppure, il sogno di poter realizzare la vera ‘Autostrada del sole’ non va del tutto accantonato, perché ha il grande pregio di non sottrarre ulteriore spazio al verde e alle attività umane.

 

 

In Olanda, sulla Solar Road si va in bici

Non poteva che partire dall’Olanda la prima pista ciclabile solare al mondo, La Solar Road collega Amsterdam con i due paesini Wormerveer e Krommenie, 25 chilometri a Nord, scorrendo a lato della strada provinciale. Ogni giorno la ciclabile viene utilizzata da circa 2 mila persone, visto che in Olanda pendolari e bambini che vanno a scuola usano le due ruote. Un tratto lungo 70 metri è stato ripavimentato con celle solari in silicio cristallino, montate su calcestruzzo e ricoperte da uno strato di un centimetro di vetro temperato traslucido, che permette il passaggio della luce solare. Sono stati aggiunti un rivestimento non adesivo e una leggera inclinazione per fare in modo che la pioggia aiuti a lavare via lo sporco così che la superficie rimanga pulita, garantendo la massima esposizione alla luce solare

Inaugurata nel 2009, Solar Road è stata progettata dall’istituto di ricerca olandese TNO fin dal 2009. Quando la pista ciclabile verrà completata con il rivestimento in celle solari, per un percorso complessivo di 100 metri, si prevede che possa fornire elettricità sufficiente per alimentare tre piccole abitazioni.

A cura di Emanuela Taverna

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