Wasted, il riciclo che premia

03 aprile 2017 by

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Parte dall’Olanda un’iniziativa – ideata da Cities Foundation – che ricompensa in ‘gettoni verdi’ il corretto riciclo della plastica da parte delle famiglie. Le monete (rigorosamente in plastica) sono spendibili in una trentina di esercizi del quartiere di Amsterdam che sta facendo da pilota

 

Trasformare i rifiuti in un tesoro. Non è un sogno, per lo meno a Noord, un quartiere di Amsterdam. L’esperimento si chiama Wasted, e si autodefinisce come un laboratorio di quartiere per il riciclo della plastica usata. Chi ricicla plastica o fa una raccolta differenziata particolarmente attenta, riceve un premio in ‘gettoni verdi’ (ovviamente, di plastica). Le monete si possono spendere presso le attività commerciali della zona stessa, in modo da alimentare l’economia locale (una sorta di ‘prova d’assaggio’) e l’appartenenza alla comunità. All’iniziativa, partita un anno e mezzo fa, hanno infatti già aderito circa 30 commercianti, che possono devolvere interi prodotti/servizi, o offrire semplicemente degli sconti. Alcuni esempi di bene redimibili? Un massaggio Reiki, un ingresso in palestra, un caffè, una riparazione per la bicicletta, ecc.

La plastica raccolta invece viene compattata e riutilizzata per la produzione di oggetti, giochi, mobili, ecc.

 

Il meccanismo si basa su un codice QR

Ma come si può sapere quanto ha riciclato ogni famiglia?

La tecnologia abilitante, in questo caso, è un semplice codice QR posto sui sacchetti che, per posta, vengono consegnati a ogni famiglia che decide di partecipare all’iniziativa e che permettono di tenere traccia di quanto raccolto.

I sacchetti possono essere portati dalle stesse famiglie in alcuni punti di recupero o vengono raccolti dagli addetti comunali in collaborazione con Cities Foundation (tra i fondatori anche l’italiana Francesca Miazzo) che, a inizio 2015, ha lanciato il progetto Wasted. Nel primo anno del progetto, più della metà degli aderenti all’iniziativa ha dichiarato di aver migliorato le proprie abitudini nello smaltimento dei rifiuti e il 23% sostiene di aver ridotto il consumo totale di materie plastiche e circa 700 famiglie hanno dichiarato di aver ridotto la produzione di rifiuti.

 

Il vero obiettivo è la sensibilizzazione

Naturalmente, le somme si potranno fare nel lungo periodo: una ricerca Eunomia sull’iniziativa spiega che ancora è difficile osservare gli effetti reali di questo sistema incentivante. Tuttavia, il primo grande risultato è che mentre nel mondo, per esempio, si stima finiscano ogni anno in mare da 5 a 14 milioni di tonnellate di plastica, il quartiere di Noord nel 2015 ha raccolto circa 16,5 tonnellate di rifiuti di plastica.

L’esperimento si completa infatti con una serie di workshop per il quartiere che spiegano gli effetti negativi del mancato riciclo della plastica, insegnano a diventare dei veri esperti di materiali plastici e incoraggiano un uso virtuoso di questo materiale.

 

 

 

L’Olanda, Paese con il cuore verde

Dall’ampio uso delle biciclette agli emblematici canali, non è la prima volta che l’Olanda si distingue per la sua grande creatività sui temi sostenibili. Nella parte centro-orientale del Paese, per esempio, c’è la cittadina di Giethoorn, che ospita circa 2.600 abitanti e si distingue per essere completamente libera dalle strade. La viabiltà è affidata esclusivamente ai canali. Proprio per questa sua natura, Giethoorn primeggia anche per il numero di ponti che collegano le abitazioni: se ne contano più di 176, una caratteristica che le è valsa il nome di “Venezia dei Paesi Bassi”.

L’Olanda, in effetti, è molto attenta alla mobilità alternativa e ciclabile: nel 2016, per esempio, ha ideato un tunnel ciclopedonale per permettere a chi si sposta in biciletta o a piedi di raggiungere agevolmente l’entrata della stazione centrale ferroviaria di Amsterdam.

L’ultima novità in termini di mobilità sostenibile viene dalla città di Utrecht, che ha inaugurato un ponte ciclabile e pedonale sopra il tetto di una scuola Montessori. Il green roof (tetto verde) è stato realizzato con il metodo della permacultura e si stende sul tetto della palestra della scuola.

Sempre olandese è la Wikkelhouse, ovvero “casa in carta”: si tratta dell’ultimo progetto di bioarchitettura dello studio olandese Fiction Factory. È una mini casa di cartone ondulato che può durare fino a 100 anni, grazie a una pellicola traspirante e impermeabile che riveste i singoli moduli, e che va sostituita ogni 30 anni. Il costo di un singolo modulo, nella versione base, ha un prezzo di 4.500 dollari e i suoi materiali possono essere quasi tutti riciclati. La mini casa, inoltre, è assemblabile in nel giro di due giorni.

 

 

A cura di Emanuela Taverna

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