Sopravvivere di rifiuti (Approfondimento)

20 novembre 2014 by

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A Sarangan, in Indonesia, nell’Isola di Bali c’è un posto incredibile.

La discarica a cielo aperto dove fabbriche, alberghi, ristoranti, case smaltiscono ogni genere di rifiuto. Una discarica di rifiuti a perdita d’occhio, circa 38 km quadrati di aria irrespirabile, di insidie ad ogni passo, di miseria ad occhio nudo.

Sì perché a Sarangan ci vive della gente. Tutto il giorno a ricercare rifiuti riciclabili da mettere in grandi sacchi di iuta, per qualche dollaro al mese. Capanne fatte di rifiuti. A Sarangan non possono entrare macchine fotografiche e telecamere: l’unico modo è mischiarsi coi poveri raccoglitori di rifiuti.

Così ha fatto un bravissimo fotografo ligure: Pino Cucinotta, che ha filmato e fotografato l’incredibile condizione in cui queste persone vivono. Qui pubblichiamo una sintesi delle sue foto, che sono già state oggetto di importanti mostre.

 

Pino Cucinotta si racconta così:

“Sono un viaggiatore, non un turista.

Ho cercato di raccontare negli ultimi anni,la povertà e la sofferenza dei popoli soppressi dalla bestialità dell’uomo nel suo “delirio” di onnipotenza.

Compagna di questo mio girovagare è stata la macchina fotografica,con la quale ho ritratto i volti, gli occhi e la dignità di intere comunità a cui era stato negato il più elementare dei diritti: LA LIBERTA’.

Nella discarica di “SARANGAN” a Bali (Indonesia),tra Quta e Sanur, ho trovato:

  • la tragicità quotidiana di centinaia di persone costrette a rovistare per giorni interi in cerca di una speranza di sopravvivenza
  • disperati il cui unico avere è un arpione per cercare un “valore aggiunto” fra quello che per il resto della popolazione non ha valore
  • l’orgoglio e l’umiltà di persone costrette a dividere quest’ultimo gradino della scala sociale con capi di bestiame ed avvoltoi
  • il conforto del latte materno, primo e vitale nutrimento, amore di una giovane madre
  • contro trattori e macchinari sbuffanti, chi ha trovato un insperato rifiuto , gratta e vinci.”
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