SMART WORKING: punto di incontro tra i bisogni dei lavoratori e le sfide aziendali.

10 maggio 2017 by

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La crisi economica di questi ultimi anni ha richiesto una riflessione obbligata intorno al tema della competitività, della produttività e della capacità di innovazione delle imprese.

La strategia vincente di un’impresa, quella che le conferisce valore aggiunto è quella già descritta dall’Agenda del Convegno del 2012 promosso dall’Osservatorio Smart Working, per cui: “Con il diffondersi del concetto di economia della conoscenza e di knowledge work la creazione di valore per un’impresa non è più legata esclusivamente alla presenza fisica dei lavoratori in un determinato luogo e per un certo periodo di tempo, bensì alla loro capacità di generare innovazione e di svolgere il proprio lavoro indipendentemente dall’orario e dal luogo in cui si trovano”.

Il lavoro agile viene definito come “una modalità flessibile di lavoro subordinato, che può essere svolto in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, utilizzando strumenti tecnologici, seguendo gli orari previsti dal contratto di riferimento e prevedendo l’assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali azienda”.

L’obiettivo è quello di incrementare la produttività e favorire la conciliazione dei tempi vita-lavoro, conservando agevolazioni fiscali e contributive anche per questa formula d’impiego. Ciò permetterebbe di migliorare anche la qualità di vita del dipendente, con la possibilità di attrarre talenti in azienda. Dalla ricerca svolta a fine 2016 dall’osservatorio Smart Working è possibile identificare diversi vantaggi per l’azienda [2]:

Vantaggi per l’azienda

Aumento di produttività dei lavoratori - si potrebbe arrivare a un +20%;
Riduzione dei costi di gestione dello spazio fisico - Un risparmio che andrebbe dal 20% al 30%;
Riduzione del tasso di assenteismo - La flessibilità lavorativa potrebbe portare a un significativo abbattimento del fenomeno dell’assenteismo;

 

Vantaggi per le persone
Risparmio orario negli spostamenti - Con due giorni a settimana di home working, a fine anno si potrebbero risparmiare ben 172 ore l’anno da investire in altre attività;
Risparmio economico per gli spostamenti e i pranzi – Sempre con due giorni a settimana di home working, si potrebbero risparmiare fino 1.200 Euro l’anno;
Soddisfazione e motivazione - L’aumento della possibilità di bilanciare vita e lavoro, nonché il superamento delle classiche strutture gerarchiche del lavoro, porterebbe a una migliore realizzazione personale;

 

Vantaggi per l’ambiente e la società
Diminuzione delle emissioni di CO2 –Sarebbero ben 371 i chilogrammi di CO2 pro capite risparmiati in un anno per i consueti 2 giorni di home working a settimana. Risparmio che deriverebbe dal mancato spostamento urbano delle masse di lavoratori.

 

Dall’altro lato evidenziamo però l’esigenza di tenere sottocchio quelli che pensiamo possano essere anche degli svantaggi:

  1. Minor coinvolgimento nel team di lavoro che deve ancora maturare specifiche strategie di interazione filtrate da media freddi come le chat e le mail;
  2. Minore possibilità di apprendere attraverso il confronto con i colleghi, aspetto sicuramente meno fruibile rispetto alla presenza in ufficio;
  3. Pregiudizi culturali che comportano il timore di non essere riconosciuti, nello sviluppo della carriera, come un lavoratore “normale”;
  4. Potenziali conflitti tra chi non può utilizzare lo smart working e chi già lo fa, oppure elicitati da una comunicazione meno adatta a dirimere eventuali problematiche relazionali
  5. Potenziale rischio di diminuire lo stato di benessere psicofisico del lavoratore, che potrebbe ridurre l’attività fisica e il contatto con altre persone;
  6. Aumento delle ore lavorative o comunque poca “ergonomicità” degli orari dedicati al lavoro
  7. Problematiche con la tecnologia utilizzata, che potrebbe non essere all’altezza
  8. Problematiche nel separare la vita privata da quella lavorativa.

 

Questi fattori a nostro avviso devono poter essere valutati adeguatamente per non diventare  a loro volta potenziali fattori stress lavoro correlato.

 

A tal proposito affronteremo anche il tema dello smart working in tre occasioni specifiche:

 

il 31 maggio all’interno del webinar “Lavorare bene, stare meglio…anche con lo smartworking” dedicato a scoprire metodi furbi ed efficaci per ridurre lo stress

 

il 7 giugno con il corso “Quali sono i prossimi STEPSS per gestire lo stress”,  un’ottima occasione per costruire insieme ai partecipanti metodi e strategie applicabili in azienda per ridurre i fattori di rischio stress lavoro correlato.

 

il 23 novembre con il corso “Dal lavoro stressante al lavoro agile”,  un corso interattivo dove parleremo di Smart Working, punto di incontro tra i bisogni dei lavoratori e le sfide aziendali.

 

Per maggiori informazioni:

Scrivi a stantecacademy.italia@stantec.com

Chiama il numero 0294757245

 

 

 A cura di Valentina Accomando1 e Paola Favarano

 

 

[1]  Laureata in Scienze e tecniche Psicologiche al San Raffaele di Milano

[2]  È possibile trovare i dati completi presso il seguente indirizzo: http://www.osservatori.net/it_it/

 

 

 

Paola Favarano

Responsabile MWH Academy, Laureata in psicologia del lavoro, da oltre quindici anni si impegna nel proporre soluzioni innovative nella gestione della salute e sicurezza proponendo una formazione coinvolgente e capace di portare a risultati di valore. Coach Xformativo e Trainer certificata in comunicazione-problem solving strategico® (CTS di Arezzo Prof Nardone) e 6 cappelli per pensare® (Edward DeBono). Master in gestione risorse umane e formazione e Master in Management della formazione con il sole 24 ore. Co-autrice del “Manuale per la Formazione salute e sicurezza” edizioni il sole 24 ore.

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