Ospitalità eco-design (Approfondimento)

29 ottobre 2014 by

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Per la nostra rubrica “Arte e ambiente”, incontriamo oggi Luca Bornoffi, giovane imprenditore con una laurea in scienze e tecnologie agrarie, che ha fatto del coloratissimo agriturismo che gestisce nel mantovano lo show room  ideale per esporre e condividere le sue creazioni eco-design. Tutte rigorosamente ispirate ai colori della natura, al riciclo dei materiali e al riutilizzo degli oggetti. Scatole che diventano lampade, cassette di legno che si trasformano in poltroncine biposto, vecchie tubature che rivivono per sorreggere un comodino…

 

“La mia esperienza con l’arte nasce grazie a mio nonno che come hobby dipingeva e lavorava con il legno”, ci racconta. “Ricordo che fin da piccolo sono sempre stato affascinato dal suo laboratorio creativo. Successivamente, dopo le prime esperienze di studio all’estero, ho conosciuto una ragazza canadese designer che mi introdusse in questo mondo, facendo scoppiare la scintilla che già era dentro di me. Da quando ci siamo lasciati, iniziai a creare”.

 

Le sue tele sono esperienze di puro colore capaci di trasmettere energia, armonia e serenità. Secondo Luca, “molto spesso le persone hanno paura di osare troppo con i colori, perché pensano di uscire dalla normalità. In realtà, con l’esperienza, ho scoperto che, una volta iniziano ad usarli, cambiano completamente idea e ne apprezzano i risultati. Nei miei lavori uso principalmente l’astrattismo, il materico, lavorando molto con figure concentriche. Per me un quadro deve esprimere un’emozione, trasmettere energia, ed i colori hanno questo potere.”

 

E aggiunge: “Grazie inoltre alla mia esperienza nel campo dell’hospitality, ed agli studi intrapresi, tra cui un Master in hotel management a Londra, ed un corso di interior design allo Istituto europeo di design di Milano, sono riuscito a capire come fondere arte, eco design e la funzionalità che questo settore richiede.”

 

Il suo agriturismo Beatilla, alle porte di Mantova è l’esempio vivente di una filosofia dove il contatto con la natura e il rispetto del ciclo di vita di ogni oggetto si sposano nelle forme e nei colori dell’arte. Il rifiuto non ha più ragione d’essere perché rinasce sotto un’altra forma, con una sua utilità ed una dignità tutta nuova.

 

Un approccio che piace molto anche all’estero e che ha portato Luca ad esporre in Europa e negli Stati Uniti, a New York, partendo però da Milano, come ci racconta: “Sono stato invitato ad esporre uno dei miei oggetti di design al Fuori Salone di Milano, precisamente a Brera nel 2012, durante lo Young Ethic Design. Da lì, in seguito, ho avuto l’opportunità di partecipare a nuovi progetti di interior design per ville e hotel di lusso delle Antille Francesi, ai Caraibi, esponendo anche in uno degli hotel più famosi dei Caraibi.”

 

Un successo effettivamente dovuto alla crescente sensibilità del pubblico verso il tema dell’ecologia, dunque?

 

“Ho sempre notato un grande interesse da parte del pubblico, soprattutto tra arte e riciclo e tra arte e ambiente. Personalmente ho potuto intuirlo grazie ai feedback che ricevo nella mia azienda. Purtroppo, ritengo che il pubblico italiano sia ancora poco sensibile riguardo questi temi, rispetto ad un pubblico straniero. Tra i nostri clienti ho sempre riscontrato un maggior interesse da parte dei paesi scandinavi, e tanto dagli olandesi. E’ vero anche, però, il tema del riciclo abbinato al settore dell’ospitalità desta sempre più interesse in Italia e per noi si è rivelato l’elemento vincente per poterci distinguere ed offrire un’idea unica ed alternativa”.

 

Per quanto riguarda i progetti per il futuro,ci sarà l’apertura di nuove strutture ricettive eco-design con lo stesso stile del Beatilla, sia in Portogallo che in Indonesia, a Bali, dove Luca si occuperà della fase di start up e dello sviluppo del concept. Non solo, tra le proposte ricevute recentemente, c’è anche quella di sviluppare un progetto di “eco-cohousing” con nuovi investitori.

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