Mouron e Rostain, i paparazzi dell’immondizia (Approfondimento)

16 giugno 2015 by

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Bruno Mouron e Pascal Rostain sono una coppia di paparazzi francesi autori di un lavoro particolarmente interessante sul tema dei rifiuti.

Anni fa, leggendo un articolo su Le Monde relativo al  problema  dei  consumi e dei comportamenti sociali, decidono di intraprendere un reportage sui rifiuti di quei personaggi famosi che normalmente, invece, ritraggono nella modalità a loro più consona, quella  degli “scatti rubati”. Iniziano da Brigitte Bardot, poi Le Pen, Bernard Tapie, Yannick Noah, Gérard Depardieu e, incoraggiati da Danile Filipacchi (proprietario ed editore di Paris Match), continuano la loro avventura seguendo le tracce oltreoceano di personaggi quali Marlon Brando, Madonna, Michael Jackson, fino a Ronald Reagan.

 

Il loro modus operandi rileva un’origine più in stile paparazzi che sociologica, si tratta di trovare, reperire, localizzare  e pianificare la raccolta di rifiuti con grande meticolosità.

 

Questi resti costituiscono la materia prima, essi vengono poi riportati nel loro studio di posa,  scelti,  classificati e ordinati,  rivelando l’intimità del loro consumatore.

E l’immondizia da rifiuto diventa oggetto da  esposizione.

Dopo 15 anni, i due fotografi hanno raccolto un enorme inventario che rivela l’identità dei loro consumatori e che può essere oggetto di imbarazzo in quanto diventano i rifiuti stessi, elementi rivelatori  degli umori, dei  difetti e delle deviazioni e vergogne dei vari soggetti.  La ricerca si estende anche al mondo dell’arte con testimonianze di Damien Hirst, Christo, Daniel Buren, Pierre  Soulages. Christo impacchetta tutto rigorosamente, anche quello che getta…Psicologia dell’arte di vivere attraverso un lavoro di archeologia contemporanea.

 

Passata questa fase in cui Mouron e Rostain fotografano i rifiuti dei  personaggi noti,  i due decidono di fotografare  gli avanzi delle famiglie sparse nei vari continenti realizzando un lavoro di  decifrazione delle popolazioni del ventesimo secolo.

Tutta la nostra società  con i suoi difetti e le sue esasperazioni è ritratta nelle foto del reportage, una sorta di Linneo dei rifiuti:  io butto, io sono…dimmi cosa getti e ti dirò chi sei. Riesumano quello che gli altri nascondono e rifiutano.

 

Il loro lavoro testimonia l’evoluzione del concetto di scarto e, infatti, è ora il packaging che rivela aspetti della personalità di chi getta. Le confezioni dei vari prodotti diventano prove oculari di usi e costumi.

I due fotografi diventano così psicologi visivi dell’arte di vivere attuale attraverso una serie di ritratti e testimonianze sull’immondizia nel mondo.

E’ un’analisi visiva e antropologica dell’uomo del ventesimo secolo effettuata attraverso ciò che più si vuole nascondere e occultare: l’immondizia, i rifiuti del consumo quotidiano, elementi rivelatori di modi di vivere e agire in vari paesi quali Francia, Cina, Qatar e Thaiti.

 

Mouron e Rostain sono in mostra a Milano fino al 27 luglio a Palazzo Crespi, in Corso Venezia 22, in un progetto di Artcurial, prima casa d’aste in Francia, che, in questo modo, ha deciso di celebrare Expo Milano 2015.

Inoltre, la serie Autopsie è inclusa nel Padiglione Francese dell’Expo di Milano, visitabile fino al 31 ottobre 2015.

 

A cura di Rita Sberlati, Art curator and Human Resources

 

 

Pascal Rostain
Pascal Rostain nasce nel 1958 a Brest, Francia. Nel 1978 entra a far parte della prestigiosa rivista Paris Match e nel 1986 fonda, insieme a Bruno Mouron, l’agenzia stampa Sphinx.
Fotoreporter e paparazzo, Rostain collabora con le più importanti testate internazionali quali Stern, Vanity Fair, Sunday Times Magazine, Gente, Oggi, El Mundo e Le Figaro Magazine e nel 2002 vince il Grand Prix Paris Match di fotogiornalismo per Les coulisses du G8 in Canada.

 

Bruno Mouron
Bruno Mouron nasce nel 1954 a Parigi. Dopo una breve collaborazione con il quotidiano francese l’Aurore, Mouron inizia a lavorare per la rivista Paris Match. Parallelamente alla sua carriera di fotografo, Mouron ha dato vita a una grandiosa collezione di Pop Art e di Design, che ha poi venduto nel 2003. Attualmente colleziona album di fotografia d’epoca e contemporanei.

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