Meno sprechi grazie allo smart packaging

07 giugno 2017 by

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Una confezione in cartone ondulato attivo permette di allungare la freschezza di frutta e verdura in modo naturale: un recupero economico utile anche all’export, ma soprattutto una via per ridurre gli sprechi.

 

 

Di necessità, virtù. Il bisogno dei produttori di frutta e verdura di raggiungere mete sempre più lontane è alla base della scoperta di un nuovo packaging che potrebbe rivelarsi anche un’ottima soluzione anti-spreco. Si tratta di cassette in cartone ondulato che, grazie all’aggiunta di una miscela concentrata di oli essenziali naturali (già impiegati dall’industria alimentare e ammessi dalla normativa di riferimento) che contengono antimicrobici, sono in grado di allungare la vita di frutta e verdura, mantenendole fresche più a lungo. Si parla di imballaggi ‘attivi’ o ‘intelligenti’ e sono un prodotto brevettato già nel 2015 da Bestack, il consorzio non profit dei produttori italiani di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta. La confezione, frutto di cinque anni di ricerche sviluppate da un team del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Cesena guidato dalla professoressa Rosalba Lanciotti, è sostenibile in termini economici e ambientali. Per l’ortofrutta italiana, infatti, produrrebbe un risparmio fino a 1 miliardo di euro, perché circa 850mila tonnellate di prodotto (il 10% della frutta e verdura consumata in un anno) eviterebbero la pattumiera.

 

 

La prima fase di sperimentazione

Nel corso del 2016, l’innovazione è stata introdotta nei punti di vendita al consumo del gruppo Agrintesa, dove sono stati misurati i benefici in termini di freschezza nel tempo del prodotto, di riduzione degli scarti alimentari e di mantenimento delle proprietà organolettiche. Le cifre parlano chiaro: fragole, albicocche e nettarine (le tipologie su cui si è svolta la sperimentazione) restano buone da 1 giorno a 1,6 giorni in più rispetto a quelle poste in altri contenitori. Si tratta del primo studio in assoluto di tale portata, i cui dati sono stati rilevati misurando la freschezza di fragole, albicocche e nettarine e l’evoluzione della carica batterica di questi frutti confezionati in cartone ondulato attivo, in tutti gli stadi della filiera, dal magazzino di confezionamento fino alla tavola del consumatore, passando per il reparto ortofrutta, per tre mesi. Risultato: un risparmio annuo stimato in più di 190 milioni di euro e ben 115mila tonnellate di fragole, albicocche e nettarine salvate dallo spreco.

 

 

Un’analisi accurata

In tre mesi sono state fatte 4.500 analisi e 200 campionamenti su fragole, albicocche e nettarine. Le ricerche hanno dimostrato che l’utilizzo di imballaggi attivi ha consentito, in tutte le condizioni di temperatura, ma specialmente nei periodi più caldi, di contrastare la proliferazione di organismi degradativi. La quantità di prodotto da scartare si è ridotta dal 13 all’8% per le fragole, dal 18 al 13% per le albicocche e dal 25 al 20% per le nettarine.

La seconda fase di studio si è concentrata sull’analisi comparativa, nella catena di punti vendita del gruppo Agrintesa, tra l’imballaggio in cartone ondulato tradizionale Bestack e quello attivo, ‘potenziato’ con una soluzione concentrata di oli essenziali naturali (oggetto del brevetto).

Il 2017 l’utilizzo degli imballaggi in Cartone Ondulato Attivo verrà applicato in tutte le molteplici modalità distributive tipiche dell’ortofrutta, dai supermercati esteri, tedeschi in primis, all’export di prodotti ortofrutticoli verso il Far East, dai mercati generali ai negozietti italiani di piccole dimensioni, fino a un test sul canale e-commerce.

 

 

Cosa dice la legge antispreco 166/2016

Il brevetto Bestack si inserisce nel solco della nuova normativa anti spreco, la legge 166/2016, contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, entrata in vigore il 14 settembre scorso e che ha relatrice e prima firmataria l’onorevole Maria Chiara Gadda.

La finalità del provvedimento è limitare gli sprechi che si verificano durante le fasi della produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari o farmaceutici. La legge si propone inoltre l’obiettivo di favorire la riduzione dei rifiuti e si sensibilizzare i consumatori in generale sul tema dello spre co di prodotti. L’obiettivo non deve essere raggiunto attraverso divieti, obblighi o sanzioni, ma tramite misure di incentivazione e sensibilizzazione. La legge, in particolare, si propone di incentivare le cessioni gratuite di eccedenze alimentari attraverso semplificazioni burocratiche e agevolazioni fiscali.

 

 

A cura di Emanuela Taverna

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