L’utilizzo delle risorse secondo il protocollo Envision™

18 ottobre 2016 by

0saves

nowHow-icon-SustainabilityNei precedenti articoli abbiamo preso in considerazione le prime due delle cinque categorie considerate dal sistema di rating Envision (Quality of life, Leadership, Resource Allocation, Natural World, Climate and Risk). In questo articolo entriamo nel merito della macro area Resource Allocation.

Nella progettazione, costruzione e gestione di un’infrastruttura le risorse impiegate giocano un ruolo fondamentale in termini di influenza sulla sostenibilità complessiva. È quindi necessario innanzitutto chiedersi quali sono le risorse (fisiche, energetiche e idriche) di cui abbiamo bisogno all’interno del progetto per poi valutare come possono essere ottenute minimizzando gli impatti sull’ambiente, il depauperamento delle fonti, la produzione e lo smaltimento dei rifiuti.

Il protocollo Envision, attraverso i crediti di questa sezione e le tre sottocategorie Materials, Energy e Water, affronta le tematiche del consumo di energia, dell’acqua e dei materiali in generale, fornendo una metodologia operativa sul loro utilizzo e sfruttamento nel rispetto della conservazione delle risorse non rinnovabili e del contenimento dei consumi idrici ed energetici.

 

La scelta dei materiali

La realizzazione di un’infrastruttura, come di un edificio, prevede l’utilizzo di una notevole varietà di materiali, in relazione alle scelte progettuali e alle direttive della committenza. Le modalità di scelta dei materiali e la consapevolezza delle loro prestazioni e caratteristiche giocano quindi un ruolo sostanziale nel bilancio complessivo della sostenibilità dell’opera. Uno degli aspetti fondamentali legato ai materiali è il loro ciclo di vita, legato allo sfruttamento delle risorse naturali. L’estrazione, il trasporto e la lavorazione di una materia prima generano notevoli impatti sull’ambiente, sia in termini di impoverimento delle risorse non rinnovabili, sia di energia netta utilizzata, la cosiddetta embodied energy, ovvero la somma di tutte le quote energetiche legate ai processi che permettono di ottenere il prodotto finito.

Il protocollo Envision pone l’accento su questi principi, mettendo in evidenza come, a parità di prestazioni come durabilità e sicurezza, è possibile utilizzare materiali alternativi, riciclati o con un elevato contenuto di riciclato, recuperati e/o riutilizzati alla fine del loro ciclo di vita, o provenienti da siti non troppo distanti dal cantiere, i cosiddetti materiali regionali. Queste best practice sono premiate dal sistema di rating poiché permettono di minimizzare o ridurre lo sfruttamento di risorse vergini, di limitare le emissioni di Co2 legate al trasporto e di diminuire e diversificare la quantità di rifiuti destinati a discarica legati sia alle attività produttive che allo stesso cantiere.

 

L’utilizzo di energia

All’interno dei processi progettuali e costruttivi di un’infrastruttura, il consumo di energia e la tipologia di fonti utilizzate per il soddisfacimento del bisogno energetico richiesto sono altrettanto importanti. Il progetto dell’opera deve avere come obiettivo prioritario la riduzione del consumo complessivo di energia per la realizzazione, la gestione e la manutenzione dei propri sistemi energetici, utilizzando fonti rinnovabili sia on site che off site, a scapito di quelle comunemente impiegate legate ai combustibili fossili. La categoria Energy riconosce proprio questi aspetti dando anche una notevole importanza all’efficienza dei sistemi energetici. Un’ottimale progettazione e l’installazione di impianti altamente efficienti e performanti deve essere mantenuta costante nel tempo cercando di prevenire e ridurre guasti o malfunzionamenti; diventa quindi fondamentale il concetto di commissioning, ovvero la verifica della conformità e dell’efficienza degli impianti energetici rispetto agli intenti progettuali e alle performance volute.

 

 

 

Il risparmio di acqua

Oltre all’energia anche l’acqua entra di diritto nel panorama delle risorse da preservare, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici e dell’incremento demografico. La riduzione dell’acqua consumata, soprattutto potabile, diventa quindi uno degli obiettivi basilari nella progettazione di un’infrastruttura. Così come per l’energia, per le risorse idriche deve essere preso in considerazione l’utilizzo di fonti alternative come ad esempio l’acqua piovana o le acque grigie (greywater), che possono essere riciclate e riutilizzate per diverse funzioni come l’irrigazione. Non solo, il monitoraggio degli stessi sistemi idrici diventa oggetto di controllo perché permette sia di ridurre i costi di gestione e manutenzione, sia di minimizzare gli impatti sui bacini e sulla disponibilità e il consumo di acqua.

Il protocollo Envision attraverso la sezione Resource Allocation pone quindi un forte accento sulle risorse del nostro pianeta, sulla loro disponibilità e sfruttamento, offrendo ai progettisti una varietà di alternative e di prassi che permettano, a parità di prestazioni, di realizzare un’infrastruttura più sostenibile e attenta all’ambiente. Un’opera in grado di inserirsi in maniera ottimale nel contesto ambientale e sociale in cui è collocata è anche in grado di dialogare con esso, esaltandone le peculiarità e le risorse alternative e limitando gli impatti negativi.

 

Nota: questo articolo è stato precedentemente pubblicato su ICMQ Notizie n. 79

 

 

Canada: livello platinum per un impianto di trattamento delle acque reflue

Il progetto del nuovo impianto di trattamento delle acque di scarico nella zona del Grand Bend è il primo progetto canadese ad aver ricevuto l’awarding secondo il sistema di rating promosso dal protocollo Envision. L’impianto si trova sulle rive del lago Huron in Ontario, un’area conosciuta per la pulizia delle spiagge e la limpidezza dell’acqua. La realizzazione dell’opera, voluta dalle municipalità interessate a causa del malfunzionamento della struttura esistente, ha previsto la riconversione di 4 lagune presenti nel sito in un nuovo impianto di trattamento delle acque di scarico (che impedisca emissioni di effluenti e impatti sulla qualità dell’acqua di falda) e di una zona umida in riserva naturale.
Il team di progetto ha adottato da subito il protocollo Envision per consentire l’introduzione di pratiche sostenibili coinvolgendo la committenza pubblica e i principali stakeholder interessati.

 

Now-How-Grand-Bend-Area-Wastewater-Treatment-Facility NowHow-Grand-Bend-Area-Wastewater-Treatment-Facility-1

Didascalia: Grand Bend Area Wastewater Treatment Facility – Canada

 

Riadattando la struttura esistente il team di progetto ha cercato di estendere la vita utile dell’impianto migliorandone le prestazioni, la durabilità e la resilienza in funzione dei bisogni delle comunità limitrofe e della salvaguardia dell’ambiente, grazie soprattutto alla collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti.
La ricostruzione delle zone umide ha poi permesso il ripristino delle condizioni naturali preesistenti, mentre l’adozione di misure di controllo degli odori e dell’inquinamento hanno garantito la riduzione degli impatti negativi sul turismo delle spiagge e la qualità dell’acqua, migliorando la qualità di vita degli utenti.
Nell’ottica della conservazione delle risorse, il nuovo progetto ha previsto la possibilità di riutilizzare sul sito il terreno scavato, riducendo la necessità di reperirlo esternamente all’area di intervento e quindi limitando gli impatti ambientali ed economici legati al trasporto. A questi aspetti si aggiunge anche l’installazione di sistemi energetici e idrici altamente efficienti che hanno eliminato l’utilizzo di acqua potabile nei processi.
Grazie all’adozione del protocollo Envision è quindi stato possibile indirizzare le scelte progettuali verso la sostenibilità, ripristinando le condizioni ambientali prima danneggiate e realizzando un progetto flessibile e adattabile alle future configurazioni e funzionalità.

 

A cura di Silvia Ciraci, Envision™ Sustainability Professional (SP), ICMQ

Un gruppo di persone al parco

Precedente:

Envision™: infrastrutture sostenibili e qualità della vita

Il criterio natural world per il protocollo Envision

Successivo:

Envision™: infrastrutture sostenibili e mondo naturale

Potrebbe interessarti