Lo smantellamento della Concordia: il racconto dell’ultimo viaggio (Approfondimento)

12 dicembre 2014 by

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Il progetto di smantellamento e riciclo della Concordia è sicuramente il progetto più significativo nell’ambito della demolizione navale mai svolto in Italia e, probabilmente, nel mondo, sia per le dimensioni della nave sia per le sue condizioni di galleggiamento.

Il 27 luglio 2014, il relitto della Concordia ha raggiunto il porto di Prà-Voltri e il pomeriggio dello stesso giorno, la proprietà della Concordia è stata trasferita da Costa Crociere al consorzio “Ship Recycling”, costituito da Saipem[1] (51%) e San Giorgio del Porto (49%) con lo scopo specifico della demolizione secondo gli accordi e le prescrizioni concordate con tutte le Autorità al termine della Conferenza dei Servizi del giugno 2014. Saipem porta con sé una grande esperienza nella tutela e ripristino ambientale e nel “decommissioning”, numerose referenze in ambito “onshore” (impianti industriali e petrolchimici), e significativi progetti in ambito “offshore” volti allo smantellamento di piattaforme petrolifere. San Giorgio del Porto, dal canto suo, dispone, in concessione, di importanti asset portuali a Genova e Marsiglia che possono essere utilizzati per eseguire tutte le attività di demolizione e recupero delle navi.

Anche la scelta del porto di Genova ha una ragione ben precisa: è l’unica struttura portuale attrezzata con impianto di trattamento acque dedicato nel Mediterraneo ed è il primo cantiere in Italia ad aver ottenuto la certificazione ISO 30000:2009 per la gestione dei processi di smantellamento e riciclo delle navi non più in esercizio (Ship Recycling Management).

Il progetto per lo smantellamento e riciclo del relitto si svilupperà in quattro fasi esecutive distinte la cui durata complessiva è prevista in circa 22 mesi.

Paolo Carrera, Vice President Commercial Environment & Renewables di Saipem, ci racconta come si svolgerà l’ultimo viaggio della Concordia:

“L’obiettivo principale del progetto è completare con successo il lavoro e garantire il minimo impatto per l’ambiente, salvaguardando salute e sicurezza del personale impiegato, attuando costanti attività di monitoraggio e adottando sistemi di prevenzione e contenimento dell’impatto ambientale.

Inoltre, le attività di smontaggio saranno organizzate e pianificate con l’obiettivo di massimizzare la separazione delle diverse tipologie di materiali di risulta così da garantire il recupero dei materiali stessi, in percentuali di oltre l’80%. Dal relitto della Concordia si stima che potranno essere valorizzate circa 50.000 tonnellate di acciaio e metalli diversi.

Ecco, in sintesi, le quattro fasi del progetto:

 

FASE 1: Arrivo della Concordia ed alleggerimento

Dopo l’ormeggio della nave presso la Diga Foranea del porto di Prà-Voltri il 27 luglio scorso, sono iniziate le importanti operazioni di messa in sicurezza e predisposizione del cantiere per la fase di alleggerimento.

La nave deve, infatti, essere alleggerita, con la rimozione degli arredi e degli allestimenti dei ponti emersi, per poterla fare accedere nell’area delle riparazioni navali del porto (Molo Ex Superbacino). Per fare ciò sarà necessario rimuovere almeno 8-10.000 tonnellate di materiali. Si stima che questa prima fase possa concludersi entro il mese di gennaio e impiegare fino a 150 tecnici e operai specializzati.

 

FASE 2: Trasferimento al “Molo Ex Superbacino” e smantellamento dei ponti

Il relitto sarà trasferito al “Molo Ex Superbacino” dove verrà eseguito lo smantellamento delle strutture dei ponti dal n°14 al n°2 e saranno rimossi gli arredi interni e gli allestimenti dei ponti che emergeranno con l’avanzamento dei lavori.

In questa fase è fondamentale che lo smontaggio delle strutture dei ponti avvenga in modo da non compromettere la stabilità e la resistenza longitudinale del relitto.

 

FASE 3: Attività propedeutiche al trasferimento del relitto nel Bacino di Carenaggio n. 4

In questa fase si realizzeranno i volumi di spinta nel relitto mediante la resa stagna di alcuni compartimenti e l’eventuale installazione di air-bag, in modo da permettere la successiva rimozione dei 30 cassoni, i cosiddetti “sponson”, che avverrà seguendo opportune procedure di scollegamento degli stessi.

Sarà prevista, inoltre, l’attività di pulizia delle cambuse e delle celle frigo presenti al ponte n°0.

Completate le operazioni di cui sopra, si procederà al rimorchio del relitto nel Bacino di Carenaggio n°4.

 

FASE 4: Operazioni finali di smantellamento

Le operazioni finali di smantellamento del relitto saranno eseguite in ambiente segregato e asciutto all’interno del Bacino di Carenaggio n°4. Si tratta di operazioni che comprendono la rimozione degli allestimenti interni, la pulizia delle aree e la demolizione finale di tutte le strutture, infine la gestione dei materiali, il trasporto e lo smaltimento/recupero dei materiali di risulta derivanti dalla demolizione definitiva dello scafo.”

Un progetto complesso, dunque, che conta sull’eccellenza italiana e che è in grado di migliorare la nostra competitività e visibilità internazionale, come evidenzia Carrera:

 

“Con questo progetto dimostriamo che in Italia esistono non solo le competenze ma anche gli asset portuali per poter svolgere al meglio progetti di demolizione navale controllata così complessi come quello che ha interessato il relitto della Concordia. Questo mette il nostro Paese in condizione di porsi a pieno titolo sul mercato internazionale per cogliere le sfide che si aprono su questo nuovo mercato.

 

Il riciclaggio delle navi è infatti diventato un tema di forte interesse internazionale con l’adozione in sede IMO (International Maritime Organization) della Convenzione internazionale di Hong Kong del 2009, sul riciclaggio sicuro ed ecologico delle navi. La Convenzione entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di almeno quindici stati la cui flotta mercantile rappresenta almeno il 40% della stazza lorda della flotta mercantile mondiale. L’Italia è una delle prime cinque nazioni ad avere già firmato la Convenzione.”

 

[1] In questo progetto Saipem si occupa di ingegneria, procurement, project management e gestione  degli aspetti ambientali e di gestione dei rifiuti.

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