Le novità per i rifiuti in discarica tra legislazione e normativa tecnica (Approfondimento)

17 dicembre 2015 by

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Riscritte le regole per il conferimento dei rifiuti in discarica. È l’effetto della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 settembre 2015, n. 211, del decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 giugno 2015, che ha modificato il precedente decreto ministeriale 27 settembre 2010.

 

Tra le novità rileva, innanzitutto, l’introduzione della verifica della capacità di neutralizzazione degli acidi come criterio per determinare l’accettabilità dei rifiuti pericolosi (al limite anche nelle discariche per rifiuti non pericolosi qualora sia possibile rendere il materiale conferito stabile e non reattivo), ai sensi di quanto previsto dalla direttiva 1999/31/CE. Il ricorso a questo metodo serve a garanzia del test di cessione che, venendo generalmente effettuato tramite l’aggiunta di acqua (al netto di eventuali effetti di alterazione del pH causati dal rifiuto stesso nel corso del test stesso), non tiene conto delle reali modifiche che potrebbe subire un rifiuto, una volta conferito in discarica, per effetto di altri fattori come la presenza di altri rifiuti o di acque di infiltrazione. La capacità di neutralizzazione degli acidi è, invece, un indice della tendenza a mantenere condizioni quanto più neutre in prossimità del rifiuto stesso e, di conseguenza, a valutare quanto siano affidabili nel tempo le condizioni rilevate dal test di cessione. Si noti, peraltro, come la normativa italiana, analogamente a quella comunitaria, non contempla valori limite assoluti per la capacità di neutralizzazione, proprio per la dipendenza da numerosi fattori che rendono ogni situazione un caso a sé stante.

 

Un’altra novità, che per certi versi appare più frutto di una precisazione, riguarda il cosiddetto “carbonio organico totale”, spesso indicato con l’acronimo “TOC”. In particolare, il D.M. 27 settembre 2010, per specifiche “sottocategorie” di discariche dedicate a singole tipologie di rifiuti non pericolosi, prevede la possibilità di derogare dai criteri previsti per le discariche generiche. Nel fare questo, il decreto del 2010 includeva il TOC in un elenco «esemplificativo e non esaustivo» di parametri derogabili, lasciando così intendere che la deroga per il carbonio organico totale fosse da considerare di ordinaria prassi, senza quindi dover ricorrere ad analisi particolari. Il legislatore del D.M. 24 giugno 2015, escludendo il TOC dall’elenco «esemplificativo e non esaustivo» dei parametri derogabili, ha riaffermato come un’accurata analisi tecnica che tenga conto delle caratteristiche del caso in esame sia condizione preliminare e necessaria per l’eventuale deroga.

 

Completano il quadro una serie di misure dedicate a parametri specifici: la modifica della deroga per il limite del carbonio organico disciolto (DOC), non più applicabile ai fanghi delle fosse settiche e ai rifiuti dal trattamento biologico; l’obbligo di verificare sempre i solidi disciolti totali (TDS) o l’insieme dei parametri “solfati” e “cloruri”; la caratterizzazione necessaria per lo smaltimento in discarica per rifiuti inerti di scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione; l’eliminazione della specifica che il TOC nelle discariche per inerti sia riferito alle sostanze organiche chimicamente attive.

 

Tante, quindi, le riforme attuate dal decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 giugno 2015, nel segno non solo della conformità alla disciplina comunitaria di settore, ma anche del recepimento delle novità tecnico-scientifiche, testimoniato anche dal peso specifico attribuito alla normativa tecnica all’interno del nuovo provvedimento; in particolare, per effetto della pubblicazione del D.M. 24 giugno 2015, non solo sono state recepite integralmente le norme di cui alla decisione del Consiglio 2003/33/CE «che stabilisce criteri e procedure per l’ammissione dei rifiuti nelle discariche ai sensi dell’articolo 16 e dell’allegato II della direttiva 1999/31/CE», ma è stata anche adeguata la disciplina italiana sulle metodiche analitiche dei rifiuti alla norma UNI 10802. Il dato è estremamente importante perché conferma la crescente importanza che le norme tecniche stanno assumendo negli ultimi tempi come strumento integrativo dei provvedimenti legislativi in ambiti (come quello della disciplina ambientale) caratterizzati da aspetti di natura tecnica, peraltro spesso in rapida evoluzione.

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