La gestione delle emergenze in occasione di eventi sismici: la riflessione tecnica di AIFoS

20 febbraio 2017 by

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Cosa fare quando una calamità naturale colpisce una comunità? Come gestire lo stato di emergenza che ne deriva?

In un solo modo: bisogna essere già pronti. Non è possibile gestire al meglio un’emergenza quando si è già in emergenza.

 

Questa la risposta promossa dal convegno “Il rischio sismico: prevenzione e gestione delle emergenze” organizzato da AIFoS presso la propria sede di Brescia lo scorso 25 gennaio 2017 http://aifos.it/home/eventi/storico-eventi/storico-eventi/il_rischio_sismico_prevenzione_e_gestione_delle_emergenze

Affrontare dunque l’emergenza attraverso una strategia che predisponga una corretta gestione delle persone, degli immobili, dell’operatività ben prima che gli eventi sismici si verifichino.

Ma chi deve definire e sviluppare questa strategia? Le Amministrazioni Comunali con il contributo tecnico dei professionisti.

Solo le singole Amministrazioni infatti possono implementare una strategia che nasca dalla specificità del proprio territorio attuandola altresì in tempi non sospetti, con la consapevolezza che le calamità naturali capitano, senza preavviso, e che l’unica prevenzione efficace è prepararsi e preparare prima.

 

Nel convegno sette relatori, in tre ore di incontro, hanno condiviso la propria esperienza maturata sul campo:

 

  • la valutazione del rischio sismico nel Documento di Valutazione dei Rischi aziendale da parte dei datori di lavoro e gli RSPP presentato da Luca Fattori che, nell’intervento, ha anche sottolineato l’importanza, sempre più sentita, ma poco attuata, di estendere la cultura di valutazione del rischio sismico in ambito privato (da parte dei singoli cittadini come anche di tecnici e costruttori);
  • Stefano Farina, appena rientrato dalla sua esperienza in Centro Italia come tecnico valutatore sugli edifici colpiti dal sisma, ha evidenziato la necessità di implementare una formazione volta a dotare operatori e cittadini di adeguati strumenti tecnici e psicologici per affrontare le emergenze naturali ed intervenire in tali contesti;
  • il filmato dalle telecamere di sicurezza che riprendono un edificio sismo resistente all’Aquila in occasione delle ultime scosse in centro Italia è stato di estremo impatto nella presentazione di Marco Olivato dell’Ufficio Protezione Sismica dell’azienda Fip Industriale;
  • i due giovani neolaureati Mauro Torquati e Christian Fracassi, presentando il risultato della loro start up, hanno perfettamente incarnato la ricerca, lo stimolo verso il nuovo (che trascende la normativa e le suggerisce nuovi orizzonti) per trovare soluzioni tecnologiche e tecniche innovative che garantiscano abitazioni sicure o velocizzino e rendano maggiormente misurabili le valutazioni sulle strutture colpite;
  • la ricaduta psicologica degli eventi catastrofici sulla comunità e le modalità per sostenere queste ultime e farle ripartire sono state approfondite dal disaster manager e safety trainer Massimiliano Longhi, che ha ricordato l’importanza di ricostruire i centri abitati ma anche il tessuto sociale, il turismo, le abitudini, la fiducia, la psicologia delle comunità colpite;
  • intensa e forte la metafora tra le conseguenze distruttive del sisma e quelle delle guerra, presentata con una serie di fotografie, nell’approccio del disaster manager della protezione civile Gregorio Barbieri. Quest’ultimo ha offerto esempi molto chiari di cosa le Amministrazioni debbano fare nella loro ordinaria gestione, “in tempo di pace”, per garantire tempi più brevi di reazione in fase di emergenza:

- nominare il Referente Operativo Comunale cui affidare i compiti operativi in ambito di protezione civile in fase di normalità ed in fase di emergenza;
- strutturare la logistica che verrà utilizzata in fase di emergenza;
- chiudere accordi scritti con aziende locali, scelte e verificate, perché intervengano con immediatezza nelle forniture ed opere necessarie in fase di emergenza ma con prezzi e modalità contrattualizzati in tempi di ordinaria gestione;
- istituire una procedura di emergenza comunale ed effettuarne simulazioni con la comunità;
- adeguare, in ottica antisismica, gli edifici pubblici e dare fiducia a sistemi innovativi;
- implementare corsi specifici che diffondano la cultura della sicurezza a chi può diventare vittima – diretta o indiretta – di eventi catastrofici.

 

Approcci differenti allo stesso tema che hanno permesso ad ognuno dei partecipanti di recepire stimoli e scegliere i campi di eventuale approfondimento successivo; perché i professionisti sono chiamati ad offrire le proprie competenze proprio in questa fase strategica preliminare, a formarsi, acquisire competenza ed espletare la propria professionalità innanzi tutto prima che gli eventi naturali determinino uno stato di emergenza.

 

Una attenzione particolare è stata poi rivolta (anche qui i tecnici hanno un ruolo cruciale) alla comunicazione nelle scuole di temi quali sicurezza e prevenzione in caso di eventi naturali (che sono accaduti, ma la storia ci insegna che riaccadranno). Ripartire dai giovani e dalle scuole vuol dire iniziare ad integrare, con una sola generazione, il concetto di prevenzione strategica e gestione dell’emergenza nella cultura delle comunità.

 

Conclusione del convegno è dunque che i professionisti, negli ambiti di proprio interesse e competenza (strutturisti, commerciali, progettisti, formatori, tecnici della sicurezza, costruttori) implementino la gestione delle emergenze nell’espletamento della propria professionalità in modo da integrare sempre più un approccio di preparazione all’evento e non di gestione ex post.

 

Il materiale del convegno AIFOS è scaricabile all’indirizzo http://aifos.org/home/eventi/altri-eventi/materiali_convegni/il_rischio_sismico_prevenzione_e_gestione_delle_emergenze_materiali

 

A cura di Stefania D’Onofrio – MWH Senior Technical specialist

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