Incidenti sul lavoro: pericolo al volante

30 agosto 2016 by

0saves

La prima causa di morte sul lavoro è data dagli incidenti stradali, come confermano anche i dati INAIL del 2014, siano essi avvenuti durante il lavoro stesso o in itinere (cioè durante gli spostamenti fatti per andare da casa al lavoro e viceversa). Dei 663.149 incidenti totali ben 92.296 hanno avuto luogo con i mezzi di trasporto.

 

tab-1

 

E dei 1.107 infortuni mortali registrati nel 2014 più del 40% sono avvenuti in auto.

 

tab2

 

 

Ma quali sono gli errori più comuni che commettiamo?

La principale causa di incidente è la mancanza di concentrazione alla guida di un’auto. La distrazione è l’errore più grave in assoluto.

 

Pensiamo che parlare al cellulare in auto è la causa di un quarto degli incidenti mortali sulla strada. Attenzione: a volte non è neppure sufficiente ridurre l’effetto distraente di una telefonata con l’uso del vivavoce. A quanti sarà capitato di sbagliare uscita o frenare all’ultimo momento perché nella foga della conversazione si è persa l’attenzione per ciò che succede in strada?

 

Altro errore è quello di andare veloci: addirittura il 27% degli utenti della strada dichiara di superare costantemente i limiti di velocità con la propria auto, spesso, in città,  superare anche di soli 5 km il limite può rendere mortale un semplice tamponamento o rendere difficile reagire per tempo ad un ostacolo improvviso, come ad esempio un pedone distratto.

Infine, sono tantissimi gli automobilisti che non mantengono la distanza di sicurezza, chi per imprudenza, chi per distrazione, ulteriore fattore che si aggiunge alle principali cause di incidenti.

 

Il datore di lavoro può fare molto per tutelare il dipendente dal rischio al volante. Sicuramente può mettere in atto delle azioni di sensibilizzazione alle pratiche di guida preventiva attraverso percorsi informativi e formativi che diano valore alla salvaguardia personale, ma anche delle altre persone, pedoni o compagni di viaggio…

 

È utile, inoltre, condividere delle policy interne, ad esempio, su come gestire gli appuntamenti di lavoro affinchè non si costringano le persone a correre perché si è in ritardo, ovvero su come usare i cellulari in auto, fornendo supporti come auricolari o auto dotate di vivavoce, oppure attivare delle campagne di forte impatto emotivo che non possono passare inosservate. Guardate ad esempio questo bellissimo video che paragona le cinture di sicurezza all’abbraccio di chi ti vuole bene: https://www.youtube.com/watch?v=_ta_X8LXx2U

 

Se volgiamo lo sguardo in maniera particolare al guidatore medio italiano, rileviamo che in genere si considera un buon guidatore e sopravvaluta le sue competenze, come si vede nel programma Drive me[1] (vedi un breve video a questo link: https://vimeo.com/album/3266737/video/119949835), dove si mette alla prova un guidatore che si ritiene molto capace e che, senza le giuste indicazioni, ma soprattutto senza la giusta concentrazione, commette una serie di errori cruciali prima di capire alcuni principi fondamentali: primo fra tutti la necessità di un’attenzione totale quando si è alla guida.

 

In generale, le azioni preventive a livello aziendale e sociale devono essere mirate ad aumentare la consapevolezza del rischio a  cui ci sottoponiamo quando ci mettiamo alla guida e del fatto che i valori che ci devono guidare alla sicurezza sono legati alla tutela della nostra persona e anche delle persone che sono con noi in macchina e che potremmo incrociare nel nostro percorso. Per questo usiamo strumenti come video, simulazioni pratiche come spunto di riflessione, perché i corsi di guida sicura devono sempre essere seguiti da momenti di riflessione attiva e coinvolgimento altrimenti restano solo una bella ed emozionante esperienza.

 

 

Paola-Favarano-MWH-Academy

Nell’ambito di ITALIA LOVES SICUREZZA, roadshow nazionale per celebrare la Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul Lavoro (28 aprile 2016), MWH Academy ha tenuto il corso “Guidami alla sicurezza”, un workshop sulla sicurezza al volante rivolto principalmente a lavoratori ed aziende.

 

 

 

 

 

 

 

Di Paola Favarano, responsabile MWH Academy

 

[1]  Based on a Format by Grinder Ideas Production Entertainment ©Grinder 2014 – tutti i diritti riservati – all rights reserved.

 

 

 

Fonte: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/rapporti-e-relazioni-inail/relazione_annuale_2015.html

Green economy e settore idrico: una sfida che l’Italia non può perdere

Precedente:

Green economy e settore idrico: una sfida che l’Italia non può perdere

postazione per il telelavoro e lo smart working

Successivo:

Smart Working: verso un ecosistema collaborativo

Potrebbe interessarti