Impronta idrica: l’agricoltura pensa al futuro

18 giugno 2014 by

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Il rapporto pubblicato dal WWF in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo 2014, dal titolo “L’impronta idrica in Italia”, se ci allarma, allo stesso tempo non ci sorprende.

 

Solo alcuni dati. La regina dei consumi idrici rimane l’agricoltura, con un’impronta idrica di circa 70 miliardi di m3 annui di acqua dolce che coprono l’85% dell’impronta idrica del settore produttivo italiano. Il restante 15% è da attribuire alla produzione industriale e all’uso domestico.

 

Con un chiaro sguardo al tema della nutrizione lanciato dall’Expo, questo studio ci fa riflettere sul delicato nesso tra risorse idriche e sicurezza alimentare. E su questo tema che ci riguarda tutti da vicino, abbiamo sentito il parere del dott. Alessandro Ubiali, Presidente di Coldiretti Milano, Lodi e Monza Brianza.

 

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Alessandro-Ubiali_ColdirettiAlessandro Ubiali

67 anni, allevatore, coltivatore di cereali e direttore della scuola “Ferrazzi e Cova” di Villa Cortese. Laureato in scienze agrarie, è anche presidente del Consorzio Carni Bovine di qualità di Milano ed è vice presidente del Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi. In passato è stato consigliere del Consorzio di difesa di Milano e sindaco del comune di Villa Cortese.

 

 

Il racconto di due coordinatori sicureza in raffineria

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