Il potere del cambiamento

01 novembre 2017 by

0saves

Chi non ha letto la storia dei pinguini di Kotter che si organizzano per far fronte per tempo allo scioglimento del loro iceberg[1]? Una “favola da manager” semplice quanto attuale in un mondo che sottopone le aziende moderne a continui e rapidi cambiamenti che richiedono enorme flessibilità per essere assorbiti e trasformati in opportunità.

 

E proprio all’insegna del cambiamento è stato l’ultimo anno per la squadra che ho l’onore di guidare in Italia. Con questo breve editoriale, mi riservo lo spazio e l’occasione per condividere questo cambiamento con tutte le persone che conoscono la nostra realtà e seguono ormai da tempo il portale Now How.

 

A marzo 2016 siamo entrati nella grande famiglia di Stantec e, in questo mese di novembre 2017, è arrivato il momento di dire “addio” al marchio MWH[2] che ci ha contraddistinto per così tanto tempo nel mercato italiano ed internazionale. È il lieto fine di una storia lunga 200 anni in tutto il mondo e quasi 45 in Italia, ed è un cambiamento che ci vede evolvere in una realtà organizzativa di 22mila persone in oltre 400 uffici in tutto il mondo.

 

Come MWH, ci portiamo dietro un’eredità indelebile e pietre miliari dell’ingegneria e del project management come la progettazione del terzo set di chiuse del Canale di Panama, il programma di ricostruzione di New Orleans dopo l’uragano Katrina, la progettazione di alcuni dei più importanti impianti idroelettrici al mondo e così via.

 

In Italia, nonostante le avverse condizioni economiche del Paese, ci contraddistingue una crescita organica solida che ci ha visto quasi triplicare il numero di collaboratori negli ultimi dieci anni. Da alcuni anni, inoltre, ci posizioniamo tra le prime dieci società di ingegneria pure italiane secondo le classifiche di settore. Oggi abbiamo superato  tutti gli obiettivi economici previsti per quest’anno, con delle ottime prospettive per il futuro. Con una grande attenzione all’inclusione dei giovani e delle donne, l’età media del nostro staff è 38 anni e la percentuale di donne è del 44%, anche grazie all’introduzione di soluzioni di flessibilità lavorativa in cui crediamo molto.

 

Ora guardiamo al futuro sotto l’egida di Stantec con grande entusiasmo. Siamo diventati parte integrante di un’organizzazione che mira a posizionarsi come la prima società di progettazione ingegneristica ed architettonica del mondo e, nata come un piccolo studio professionale in Canada nel 1954, è già oggi un colosso mondiale nel settore. Con Stantec acquisiamo, inoltre, una forte componente architettonica (dalla progettazione urbanistica all’interior design) che si affiancherà alla nostra tradizione ingegneristica e ci permetterà di offrire un servizio completo soprattutto nel settore dello sviluppo infrastrutturale.

 

Il motto di Stantec “Design with community in mind” riflette appunto questo approccio alla progettazione attento alle realtà territoriali in cui si opera, in tutti i loro aspetti, non soltanto tecnici, ma sempre più sociali, economici, ambientali. È un approccio, evidentemente, ispirato a una visione integrata dello sviluppo sostenibile che sposiamo a pieno e di cui desideriamo farci promotori attivi.

 

Grazie al tipo di lavoro che svolgiamo, infatti, abbiamo il privilegio di poter applicare costantemente questo approccio e di fare la differenza subito. Senza aspettare che il nostro iceberg si sciolga.

 

A cura di Emanuela Sturniolo, Amministratore Delegato di Stantec in Italia

[1]  Titolo originale: “Our iceberg is melting”, di John Kotter

[2]  Il marchio MWH scomparirà gradualmente entro il 1° gennaio 2018, anche negli altri Paesi in cui l’azienda è presente.

Rating a foglioline verdi per i fondi

Precedente:

Rating a foglioline verdi per i fondi

Potrebbe interessarti