“Il mondo è a corto di acqua.” La NASA mostra la criticità della situazione, l’ONU lancia l’allarme all’EXPO (Approfondimento)

25 settembre 2015 by

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Data la rapidità con cui stiamo consumando le riserve sotterranee di tutto il mondo, abbiamo bisogno di uno sforzo coordinato globale per capire quante ne rimangono.”

 

Le parole di Jay Famiglietti, scienziato al Jet Propulsion Laboratory in California, hanno fatto il giro della rete poco tempo fa, dopo che la NASA ha lanciato l’allarme circa il rapido esaurimento delle falde acquifere.

 

L’allarme è sempre in corso e il tempo non ha attenuato le conseguenze illustrate dagli scienziati, anzi. I satelliti Grace della NASA hanno esaminato 37 falde acquifere, rilevando variazioni dei livelli dell’acqua per oltre un decennio (2003-2013). Ventuno di queste hanno superato la soglia di sostenibilità, il che significa che la quantità di acqua prelevata ha oltrepassato il rifornimento naturale determinando l’esaurimento dell’acqua immagazzinata.

 

Le falde acquifere forniscono il 35% dell’acqua utilizzata dagli esseri umani in tutto il mondo. La loro salute varia ampiamente e dipende principalmente da come vengono utilizzate. In Australia, ad esempio, il bacino Canning figura al terzo posto per quanto riguarda il più alto tasso di esaurimento nel mondo, qualifica attribuibile alle attività di estrazione di oro e ferro e all’esplorazione per la ricerca di petrolio e gas nelle zone limitrofe.

 

Altra minaccia è rappresentata dalla siccità che ha colpito in modo particolare la California, dove la California Central Valley è la falda acquifera più travagliata degli Stati Uniti, viene svuotata per irrigare i campi agricoli e ricava il 60% della sua acqua dalle riserve sotterranee.

 

Oltre ai danni derivanti dal riscaldamento globale – che nelle regioni più vicine all’equatore porta a fenomeni estremi di siccità e piogge intense – e dall’intensità dell’attività mineraria, interviene ad aggravare il panorama la crescita della popolazione mondiale.

 

Le falde acquifere più stressate si trovano nelle regioni povere e densamente popolate come la zona nord-ovest dell’India, del Pakistan e del Nord Africa, dove le alternative sono limitate e la scarsità d’acqua potrebbe portare rapidamente all’instabilità.

Tra i bacini più stressati figura il sistema acquifero arabo che è sfruttato da oltre 60 milioni di persone ed è il più a rischio del mondo, seguito dal bacino dell’Indo in India e Pakistan, e dal bacino Murzuk-Djado in Libia e Niger.

 

I satelliti della NASA non hanno però potuto misurare la capacità totale delle falde acquifere. La dimensione di queste riserve d’acqua, infatti, resta un mistero. I dati satellitari indicano che alcune falde possono essere molto più piccole di quanto si credesse e le stime possono variare da decenni a millenni, soprattutto se si guarda al tempo di esaurimento ipotizzato per le riserve immagazzinate nel nord-ovest del Sahara che varia da 10 a 21mila anni.

 

Le falde acquifere, infatti, possono richiedere migliaia di anni per riempirsi e solo lentamente ricaricarsi con l’acqua di scioglimento della neve e le piogge. Quello che si sa con certezza è che “non c’è una scorta infinita di acqua”.

 

Mentre gli studi condotti sono stati pubblicati sulla rivista Water Resources Research con l’augurio da parte di Famiglietti che questi risultati possano stimolare la discussione e ulteriori ricerche, in questi giorni l’ONU ha lanciato nuovamente l’allarme all’EXPO. Lo ha fatto attraverso l’iniziativa The Water Rooms , progetto realizzato da Il Programma per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali delle Nazioni Unite ospitato dall’UNESCO (UN WWAP) e il Ministero dell’Ambiente.

 

The Water Rooms è un viaggio alla scoperta dell’acqua composto da 5 cortometraggi di animazione, 5 monologhi e un portale web. Inaugurata all’Expo, l’iniziativa si avvale di tecniche cinematografiche e teatrali per illustrare le complesse interconnessioni tra acqua, cibo, energia e ambiente.

 

Si fonda sui risultati del Rapporto delle Nazioni Unite sullo Sviluppo delle Risorse Idriche Mondiali 2015 “Acqua per un Mondo Sostenibile” e sul contributo di più di 60 organizzazioni ed esperti internazionali. I dati resi pubblici riconfermano la criticità della situazione: 748 milioni di persone non hanno accesso a fonti di acqua potabile, mentre 2,5 miliardi di persone non utilizzano strutture igienico-sanitarie sicure.

 

L’obiettivo, ancora una volta, è quello di unire tutti gli sforzi per formare una società consapevole e sensibile, in grado di implementare politiche idriche improntate alla sostenibilità. Dopo la première di Milano, infatti, The Water Rooms diventerà un’iniziativa itinerante disponibile gratuitamente per tutte le istituzioni, organizzazioni, scuole o individui interessati a sensibilizzare il pubblico sull’importanza di una gestione responsabile dell’acqua.

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