Il ciclo virtuoso del recupero dei rifiuti

12 giugno 2017 by

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Oggi la raccolta della frazione organica (frazione umida + frazione verde) rappresenta il primo settore di recupero in Italia con il 43% dei rifiuti urbani raccolti in maniera differenziata: un comparto in crescita costante (+10% l’anno in media dal 2007 a oggi) e totalmente autosufficiente che ha registrato una continua evoluzione industriale, tecnologica e ambientale.

 

Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori) - in occasione dei suoi recenti 25 anni di attività – ha annunciato che sono state raccolte più di 65 milioni di tonnellate di rifiuti, un quantitativo che avrebbe occupato uno spazio grande cinque volte il Colosseo. Questi rifiuti sono stati quindi trasformati in 23,5 milioni di tonnellate di compost, con 44 milioni di tonnellate di CO2 equivalente evitate.

 

L’utilizzo del compost in sostituzione di altri prodotti per la fertilizzazione, come i concimi minerali e di sintesi, ha portato ad una riduzione dei costi di circa 650 milioni di euro nel settore agricolo.

Il CIC ha anche stimato che basterebbe aumentare dello 0,1% la sostanza organica nei suoli, tramite l’utilizzo di compost, per azzerare la CO2 del sistema dei trasporti nazionale; il compost è inoltre fondamentale per scongiurare il depauperamento dei suoli e il rischio di desertificazione.

 

Dal 2000 al 2015 la raccolta differenziata dell’organico è cresciuta con una media annua del 10%, passando da 1,3 a 6,1 milioni di tonnellate. Sulla base di questi risultati si stima che nel 2025, con un servizio di raccolta esteso a tutti i comuni italiani, ben 9 milioni di tonnellate di rifiuto organico entreranno nel circuito della raccolta differenziata.

 

“La filiera di valorizzazione del biorifiuto – ha spiegato il presidente del CIC, Alessandro Canovai – è strategica, oltre che per le grandi potenzialità industriali derivanti dallo sfruttamento del biometano, soprattutto per l’importanza vitale della restituzione ai suoli della sostanza organica attraverso l’utilizzo del compost. Il nostro auspicio, quindi, è che si intervenga per sostenere questa filiera favorendo l’utilizzo del compost in agricoltura, o prevedendo l’inserimento del compost negli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione (GPP) in tutti quegli interventi dove si prevede l’uso di composti organici come parchi pubblici e aziende agricole pubbliche. È ormai improcrastinabile un serio piano di infrastrutturazione impiantistica che preveda la realizzazione di almeno 20 nuovi impianti nei prossimi 5 anni per le aree cronicamente carenti (parte del Centro e Sud del paese) e in alcune grandi città, a partire da Roma, pensando ai nuovi poli tecnologici, come le bioraffinerie, in grado di trasformare rifiuti in nuove risorse con grandi vantaggi anche per l’occupazione”.

 

Per approfondire:

-> Il Rapporto annuale del CIC

-> Una ecostoria dei rifiuti

 

 

A cura della Redazione di Now How

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