I rifiuti si fanno arte (Approfondimento)

21 agosto 2014 by

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Comincia con questo articolo una serie di recensioni che Now How dedicherà al mondo dell’arte e alle sue “contaminazioni” con l’ambiente e le risorse naturali che ci circondano. Fotografi che immortalano l’immondizia, artisti che utilizzano esclusivamente materiali ecosostenibili, e così via.

Il nostro incontro di oggi è con Rita Sberlati, gallerista italiana che vive e lavora a Parigi, e che ci fa scoprire in questa recensione la personalità artistica di Thierry Konarzewski, fotografo francese, nato in Africa (Benin), con un passato nella pubblicità ed un presente in cui la sua fotocamera ha come soggetto principale i rifiuti.

 

“La sua opera fotografica si contraddistingue per originalità e profondità”, ci spiega Rita. “Da semplice fotografia di resti ritrovati sulla spiaggia, l’oggetto fotografato  diventa una maschera ancestrale, rimandi di totem animistici della madre Africa, continente in cui l’artista ha trascorso  la sua infanzia. Rifiuti che assumono di volta in volta la veste di maschera, guerriero, regina.

La bellezza delle fotografie  è data da volti  e immagini totemiche  rivelatrici di dolore ed  emozioni  nascoste.

Ma c’è anche un altro interessante aspetto ed è la  riflessione che induce ciascuno di noi su ciò che si lascia distrattamente sulla spiaggia.

E  porta con sé anche il tema  della responsabilità di ciò che rimane e, parafrasando l’autore,  ‘i rifiuti  hanno un’anima,  sono di una bellezza disarmante e  ci sopravviveranno’.”

 

Il tema dell’ecologia si rivela  in tutta la sua drammaticità ed importanza nell’opera di Konarzewski.

“Migliaia di oggetti che si riversano sulla spiaggia  e che permangono e sopravvivono all’essere umano in quanto elementi chimici duraturi e ingombranti”, continua Rita.

“Sono  immagini che  interrogano la nostra società sul concetto di usa e getta.”

 

Realizzate nel corso degli ultimi 5 anni sulla spiaggia di Carloforte in Sardegna, questi ritratti sono, infatti, il risultato di una relazione profonda fra il fotografo e  la natura. Per Thierry Konarzewski  i rifiuti sono una metafora dell’animo umano, il rapporto fra il corpo e la morte.

 

“Ho iniziato a notare questi oggetti nel corso delle mie passeggiate”, ricorda l’autore. “Era formidabile per me vedere questi colori, questi oggetti di plastica che arrivavano sulla spiaggia dopo le tempeste e si spostavano per tutto il tempo”.

 

Aggiunge Rita: “Responsabilità  per  ognuno di noi è quella di  riflettere attraverso  la bellezza di queste immagini così  evocative e oniriche e impegnarci per la tutela dell’ambiente e la presa di coscienza verso ciò che gettiamo inconsapevolmente e che tristemente sopravvive e si insinua nel paesaggio naturale diventando elemento portante dello stesso, suo malgrado.”

 

Thierry Konarzewski ne ha ricavato una storia affascinante che prosegue nel corso di questi anni e che toccherà diverse coste e litorali.

 

Le sue fotografie sono parte integrante di numerose e prestigiose collezioni d’arte, fra cui JP Morgan Chase. Ha esposto a Mia Arte Fiera Bologna 2014.

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