I cento anni del Canale di Panama (Approfondimento)

25 agosto 2014 by

0saves

Continua l’espansione del canale globale

Il 15 agosto 2014 si è celebrato il centenario del Canale di Panama, ancora oggi una delle più grandi opere infrastrutturali mai realizzate al mondo. L’Autorità per il Canale di Panama festeggia la ricorrenza con una serie di grandi eventi e un festival dedicato, mentre è in corso l’ultima fase dei lavori di espansione del canale.

Da diversi anni, infatti, la domanda di attraversamento del Canale di Panama eccede l’effettiva capacità delle infrastrutture di soddisfarla. L’Autorità per il Canale di Panama ha, dunque, deciso di potenziarlo, in particolare per quel che riguarda le possibilità di accesso, grazie ad un terzo sistema di conche che ne raddoppierà la capacità, permettendo una riduzione del 60% dei consumi idrici.

 

“Il Canale di Panama è uno dei traguardi più spettacolari che l’ingegneria abbia mai raggiunto” sottolinea Stefano Susani, Amministratore Delegato di MWH in Italia (MWH si occupa del coordinamento della progettazione e della progettazione esecutiva e costruttiva generale del progetto di espansione, guidando un team di progettisti internazionali). “Ha contribuito a plasmare in una maniera che probabilmente non sarà mai completamente quantificata la strada verso la globalizzazione e la percezione di ciascuno di noi del fatto che le merci e i beni potessero essere disponibili ovunque e in qualunque momento.”

 

Inaugurato nel 1914, viene percorso da circa 14.000 imbarcazioni l’anno, per lo più chiatte mercantili, e vede transitare il 5% dell’intero traffico commerciale del globo. Il transito dal Pacifico all’Atlantico richiede lo scavalco e la discesa di un dislivello di circa 26m, per cui l’accesso e l’uscita avvengono attraverso conche di navigazione, che agiscono come veri e propri ‘montacarichi’ per le imbarcazioni. Sulla scorta di un’intuizione che viene attribuita a Leonardo, le conche di navigazione, in tre salti sostanzialmente della medesima altezza, risolvono il dislivello.

Le conche furono dimensionate sul naviglio dell’epoca ed attualmente sono chiaramente inadatte di fronte al transito delle gigantesche navi portacontainer di oggi, le cosiddette Post-Panamax o, addirittura, le Superpost-Panamax.

 

L’Autorità del Canale di Panama ha risposto a questo stimolo con il progetto della terza serie di conche per un valore di 5,25 miliardi di dollari: si tratta dell’espansione infrastrutturale più imponente mai avviata nel canale durante i sui cento anni di vita.

Dopo una gara internazionale, nel 2009, il Grupo Unido Por El Canal (GUPC), che vede tra le imprese principali l’italiana Impregilo ed ha come capofila progettista MWH, si è aggiudicato il progetto e la realizzazione delle opere.

Si tratta della realizzazione di due canali navigabili per l’accesso alle conche, ben più ampi degli esistenti, e di due set di conche, uno sul lato Atlantico ed uno sul lato Pacifico, sufficientemente capaci da consentire il transito delle Post-Panamax e delle Super-Post Panamax. Di fatto, questo consentirà al canale di raddoppiare la possibilità di transito per tali categorie di imbarcazioni.

 

“Ciascun set di conche, lato Atlantico e lato Pacifico, sarà costituito da tre camere (quindi il dislivello superato in tre fasi), e sarà caratterizzato da un sistema decisamente innovativo, rispetto a quello esistente, sia per i criteri/modalità di riempimento e svuotamento sia per le caratteristiche delle porte e della movimentazione delle imbarcazioni nelle camere,” spiega Stefano Susani.

“Innovativa è, innanzitutto, la filosofia di gestione delle acque nell’ambito delle concate. All’epoca della fondazione del canale, non potendo realizzarsi un attraversamento a livello (come ad esempio fu fatto per Suez) per ragioni geotecniche e geomorfologiche, si dovette realizzare un bacino artificiale (il lago di Gatún) che potesse ‘alimentare’ il canale stesso e che fosse a garantire la perenne disponibilità di acqua. Col tempo il lago di Gatún è venuto a costituire una parte rilevante dell’ecosistema naturale di Panama e, non ultimo, una preziosa risorsa idrica per le popolazioni locali. Il lago di Gatún fornisce il 95% della risorsa idrica necessaria al Paese”.

 

Di qui una particolare sensibilità al tema della sostenibilità e della conservazione della risorsa idrica e quindi la ricerca di soluzioni ingegneristiche che consentissero la riduzione al minimo del consumo d’acqua per ogni concata.

“La soluzione è stata trovata nell’adozione dei cosiddetti ‘water saving basins’,” spiega Susani, “ovvero di bacini nei quali, per pura gravità, vengono stoccati volumi d’acqua durante le fasi di svuotamento e riempimento delle camere, in maniera tale che è possibile risparmiare fino al 60% di volume per ogni concata.”

Stadi ecosostenibili per i Campionati del Mondo di calcio in Brasile

Precedente:

Disegnare una Coppa del Mondo migliore (Approfondimento)

La Costa Concordia verrà smantellata a Genova, cosa succede alle altre navi?

Successivo:

Le vecchie signore del mare (Approfondimento)

Potrebbe interessarti