Fare meglio con meno grazie alle misure antistress

29 giugno 2016 by

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L’imperativo di oggi è “fare di più con meno risorse”.

Questo significa che le aziende che riescono ad ottenere il massimo da ogni impiegato, e quindi ottenere migliori risultati con risorse limitate, hanno maggiori probabilità di successo nel breve e nel lungo periodo.

Una ricerca del Kenexa High Performance Institute, effettuata su 64 organizzazioni, evidenzia ad esempio che le organizzazioni con alto engagement delle risorse hanno due volte il profitto delle organizzazioni con basso engagement, a prescindere dalla loro dimensione[1].

Cosa fare quindi?

Una strategia abbastanza semplice può essere, ad esempio, quella di gestire meglio le attività di feedback, aspetto questo valutato sempre in modo carente nelle valutazioni dei fattori rischio stress lavoro correlato.

Basterebbero semplici interventi mirati per trasformare il feedback da momento di natura negativa che abbassa il livello di efficienza e accresce l’aggressività a momento di rinforzo e ricompensa per l’impegno profuso dai collaboratori a costo praticamente nullo…se non addirittura vantaggioso anche per il clima organizzativo e relazionale (altro aspetto che emerge in modo critico nella valutazione stress).

 

Parlando in particolare di produttività, inoltre, alcune organizzazioni tendono a passare messaggi ambigui sulla necessità delle persone di essere sempre e comunque presenti in ufficio, tanto checi sono lavoratori che sentono fortemente sulle loro spalle la necessità di recarsi sul posto di lavoro anche in condizioni precarie di salute. E’ un fenomeno  noto come presentismo.

 

Il presentismo, per definizione, è una perdita di produttività che avviene quando le persone di recano al lavoro ma performano meno a causa di alcuni disturbi di salute come ad esempio mal di testa, mal di schiena, problemi cardiaci, allergie stagionali ed asma, depressione, disturbi gastro intestinali.

La perdita di produttività, recandosi sul posto di lavoro ammalati, può superare il 72% contro un decisamente più basso 28% se si fosse rimasti a casa.

 

Il presentismo è un problema molto più costoso per le organizzazioni rispetto alla controparte, vale a dire l’assenteismo, ed è anche, a lungo andare, una delle sue possibili cause. Rappresenta un costo nascosto e molte aziende ne ignorano l’esistenza, nonostante questo vada a pesare non soltanto sulla produttività in sé, ma anche sulla quantità e qualità del lavoro effettivamente svolto.

 

Per agevolare tutto questo è infine molto importante la promozione di stili di vita salutari, la promozione dell’attività fisica e dell’alimentazione sana. Ci sono numerose evidenze che dimostrano quanto questi tipi di attività abbiano effetti positivi su aspetti legati alla vita del lavoratore, come aumento della performance lavorativa e della soddisfazione per il lavoro e per l’ambiente di lavoro, riduzione di incidenti e ferite e sui livelli di assenteismo (Blake, Zhou & Batt, 2013; Bull, Adams, Hooper & Jones, 2008; Pronk, Martinson, Kessler, Beck, Simon & Wang, 2004).

A questo punto l’occasione è ghiotta, sarebbe poco produttivo non approfittare della necessità di pianificare attività mirate a gestire lo stress lavoro correlato per migliorare attraverso il benessere la performance dei propri collaboratori e di tutta l’organizzazione.

 

 

Il tema dello stress lavoro correlato sarà al centro del corso di formazione:

 

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Rilascio di attestato valido per l’aggiornamento di ASPP – RSPP – CSE – RLS – Preposti – Dirigenti

 

 

[1]  White paper (2009). The Impact of Employee Engagement. Kenexa Research Institute.

 

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