Envision™: infrastrutture sostenibili e mondo naturale

11 novembre 2016 by

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Dopo aver affrontato le prime tre categorie impatto del protocollo Envision™ – Quality of Life, Leadership, Resource Allocation – in questo articolo entriamo nel merito della categoria Natural World.

Le opere infrastrutturali generano un elevato impatto sul paesaggio in cui sono situate producendo effetti a breve e lungo termine su una notevole quantità di elementi come gli ecosistemi, gli habitat e i sistemi geomorfologici. È quindi importante collocare l’opera in un contesto che riduca al minimo gli impatti negativi, grazie ad una progettazione integrata e mirata all’implementazione di strategie che possano produrre interazioni e sinergie positive. Il protocollo Envision™, tramite la categoria Natural World e le sue tre sottocategorie Siting, Land and Water e Biodiversity, mette in risalto e premia le best practice che un progetto infrastrutturale dovrebbe mettere in atto nell’approcciarsi all’ambiente e al mondo naturale.

 

Siting e Biodiversity

Le sottocategorie Siting e Biodiversity affrontano la tematica della localizzazione ottimale dell’infrastruttura sottolineando l’importanza della scelta del sito di intervento durante la progettazione, in modo da evitare aree ecologiche da tutelare o ecosistemi e habitat con elevato valore ambientale e naturalistico, come ad esempio zone umide, paludi o corsi d’acqua. Rientrano in questa sezione i cosiddetti prime habitat e i greenfield, ovvero aree caratterizzate dalla presenza di biodiversità e di specie animali e vegetali, foreste, parchi o zone ad elevato carattere paesaggistico e agricolo. Una collocazione ottimale del progetto, infatti, contrasta la frammentazione degli habitat a favore della connettività e della salvaguardia dei percorsi esistenti, sia per la flora che per la fauna.

Secondo il protocollo Envision™, inoltre, l’infrastruttura non deve essere inserita in un contesto ambientale fragile o sensibile da un punto di vista geomorfologico, quale ad esempio quello a rischio idrogeologico, in modo da non modificare i cicli naturali e idrologici esistenti. Nel caso in cui le specifiche dell’infrastruttura o la sua dimensione vincolino la scelta progettuale a queste aree, il team di progetto dovrà prevedere l’implementazione di misure di mitigazione per minimizzare quanto più possibile gli impatti negativi generati. In questo senso Envision™ promuove e premia l’utilizzo dei cosiddetti greyfield e/o brownfield, ovvero aree che sono state precedentemente urbanizzate o che sono dismesse e che quindi necessitano di operazioni di bonifica e decontaminazione per la presenza di potenziali inquinanti.

 

Land and Water

La realizzazione di un’infrastruttura modifica il paesaggio anche nei confronti degli equilibri idrici esistenti, in quanto incide sul deflusso delle acque meteoriche in termini quantitativi e qualitativi. L’impermeabilizzazione massiccia del terreno provoca un aumento delle acque di scorrimento, modificando i cicli idrologici esistenti e provocando piene ed esondazioni. Envision™ evidenzia questi fattori sottolineando l’importanza di una gestione delle acque meteoriche tramite piani a lungo termine e una progettazione che preveda la riduzione delle superfici impermeabili a favore di una massimizzazione delle aree a verde.

L’attenzione del progetto deve anche essere volta ad eliminare fonti di inquinamento quali pesticidi, fertilizzanti e sostanze tossiche, grazie per esempio all’utilizzo di piante e specie native che devono essere attentamente selezionate e collocate. In questo modo è possibile garantire una maggiore protezione e salvaguardia di tutto il sistema ambientale evitando la contaminazione dei corpi idrici e del terreno.

In un contesto geomorfologico come quello italiano tutti gli elementi presentati in questa sezione sono particolarmente importanti e caratterizzano in modo diverso il territorio a seconda della loro tipologia e complessità. Pertanto un’ottimale localizzazione dell’infrastruttura permette, da un lato, la salvaguardia degli aspetti naturalistici e ambientali, dall’altro, di adottare le misure necessarie al loro mantenimento.

 

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Tucannon river, primo parco eolico certificato Envision

Il parco eolico Tucannonn River è la prima infrastruttura energetica nel Nord America ad aver ricevuto l’awarding secondo il sistema di rating Envision™, con il livello gold.  Situato vicino a Dayton, Washington, è uno dei due più ampi parchi eolici della Portland General Electric’s: con i suoi 20 mila acri di estensione e 116 turbine installate su torri tubolari in acciaio alte 80 metri produce 297 megawatt di potenza eolica e soddisfa il fabbisogno di energia elettrica di circa 84mila utenti residenziali.

 

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In accordo al protocollo Envision™, il team di progetto e il committente hanno implementato una serie di strategie volte soprattutto al coinvolgimento degli stakeholder principali e alla valutazione degli impatti a lungo termine che l’infrastruttura avrà sugli investimenti, sulle performance e sugli aspetti ambientali. In quest’ottica l’opera ha portato numerosi vantaggi alle comunità limitrofe, come nuovi posti di lavoro full-time e vantaggi fiscali per le imprese e i proprietari dei terreni, oltre a migliorare l’economia dell’Oregon attraverso la vendita di energia green a prezzi accettabili.

Grazie al coinvolgimento attivo degli stakeholder e a una pianificazione a lungo termine delle risorse, è stato possibile raggiungere alti livelli di performance relativi a una gestione e manutenzione sostenibile soprattutto nel rispetto degli elementi naturali e culturali sensibili. L’utilizzo per la componentistica delle turbine di materiali locali e di prodotti riciclati e/o riutilizzabili alla fine del loro ciclo di vita utile e il riuso totale on site del materiale scavato hanno permesso una notevole riduzione sia dell’energia netta immagazzinata (la cosiddetta net embodied energy), sia dei costi di trasporto favorendo al tempo stesso le economie locali. La produzione di energia green da fonte rinnovabile ha anche permesso di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e quindi lo sfruttamento di risorse non rinnovabili, abbattendo notevolmente le emissioni di Co2. Il team di progetto ha inoltre mostrato un’attenzione particolare nei confronti dell’ambiente naturale, sia evitando di collocare l’infrastruttura all’interno di aree geomorfologicamente a rischio o potenzialmente fragili da un punto di vista idrogeologico, sia mettendo in atto misure per evitare o minimizzare gli impatti negativi legati alla contaminazione delle acque o alla produzione di inquinanti.

 
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Il protocollo Envision™ ha quindi premiato le strategie di sostenibilità che il team di progettazione e tutti gli altri attori principali hanno adottato, valorizzando best practice come la gestione a lungo termine delle risorse e dell’infrastruttura, l’uso di materiali riciclati, la resilienza e l’adattabilità dell’infrastruttura agli eventi climatici.

 

 

A cura di Silvia Ciraci

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