Envision™ e il coinvolgimento della comunità

15 giugno 2016 by

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A cura di Silvia Ciraci, Envision™ Sustainability Professional (SP), ICMQ

 

Envision-leadershipIl protocollo americano Envision™  permette di valutare la sostenibilità di qualunque infrastruttura civile nell’ottica di migliorarne le performance da un punto di vista ambientale, energetico-prestazionale, sociale ed economico.

Grazie all’utilizzo delle macro aree di impatto del sistema di rating, strutturate in criteri e in diversi livelli di risultato (achievement), l’approccio sostenibile può essere integrato e utilizzato durante tutta la vita utile dell’opera, dalla sua fase progettuale a quella costruttiva, gestionale e operativa.

Le categorie di impatto del protocollo Envision™ sono cinque: Quality of Life, Leadership, Resource Allocation, Natural World e Climate and Risk. In questo numero entriamo nel merito della categoria Leadership per evidenziare come un maggiore coinvolgimento della comunità e degli stakeholder principali nella pianificazione di un’infrastruttura permetta di adottare soluzioni progettuali molto più performanti.

Affinché un progetto possa essere ritenuto sostenibile non basta che sia efficiente da un punto di vista energetico, in quanto la valutazione necessita di una visione più ampia. La categoria Leadership valorizza le azioni che evidenziano un reale e continuativo coinvolgimento della comunità e un’attenzione del team di progetto e della committenza a tutti gli aspetti della sostenibilità.

Maggiore sarà il numero degli attori coinvolti nel processo progettuale, maggiori saranno i benefici che questi potranno apportare alla definizione finale della progettazione, permettendo in questo modo al team di progetto di ottimizzare e soddisfare una grande varietà di interessi e di aspetti strettamente correlati all’infrastruttura da realizzare.

 

Collaborazione, gestione, pianificazione

Le tre sottocategorie che rientrano nella macro area Leadership sono Collaboration, Management e Planning.

Collaboration. Nello sviluppo del progetto di un’infrastruttura, dati i molti ambiti tecnici e sociali che impatta, è importante che sia presente un approccio collaborativo tra i diversi attori coinvolti: i progettisti, la committenza, le comunità, i soggetti economici e gli enti pubblici. La categoria Collaboration prende in considerazione questi aspetti, valutando come il progetto sia in grado di assimilare e integrare gli input derivanti dai diversi stakeholder e il modo in cui queste nuove sinergie accrescano le opportunità di innovazione, risparmio e sostenibilità.

Affinché sia efficace, però, la collaborazione deve far sì che i diversi soggetti siano pienamente coinvolti, possano incontrarsi, comunicare e lavorare insieme. Per favorire tutto ciò deve esserci una nuova forma di leadership forte e propositiva che, tramite l’implementazione di un sistema di gestione della sostenibilità sin dai primi step della progettazione, indirizzi e incentivi azioni progettuali volte al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati.

Management e Planning. Nelle diverse fasi del processo progettuale di un’infrastruttura il team di progetto può scontrarsi con problematiche legate alla complessità del progetto stesso e ad aspetti tecnici o operativi di non semplice gestione, come per esempio l’inserimento dell’infrastruttura all’interno del contesto urbano e infrastrutturale esistente e quali conseguenze questa integrazione produca.

La categoria Management premia la capacità del progetto di creare nuove sinergie con le filiere esistenti e di integrarsi con l’ambiente urbanizzato circostante, secondo una visione più ampia e globale dell’opera che permetta sia di valorizzare i punti di forza, sia di migliorare quelli di debolezza dell’infrastruttura stessa e del contesto circostante. Questo modo nuovo di vedere il progetto nella sua completezza permette di espanderne la vita utile minimizzando possibili problematiche future e di incrementarne la sostenibilità.

Una delle questioni focali della pianificazione di una infrastruttura è la sua vita utile, per cui dovremmo chiederci quanto il progetto sia stato pianificato secondo una visione a lungo termine. Il ruolo della leadership è quindi quello di adottare piani e fornire risorse sufficienti per monitorare che questo avvenga, per far si che le performance di sostenibilità implementate tramite i piani di gestione possano essere mantenute nel tempo. In questo modo le misure di protezione ecologica e di mitigazione incorporate nel progetto possono essere gestite e controllate durante tutta la vita utile dell’infrastruttura.

Il protocollo Envision™ fa propri i concetti della resilienza dell’opera, premiando con la sottocategoria Planning i progetti che mostrano maggior flessibilità e che sono in grado di essere riconfigurati e riqualificati in relazione a cambiamenti climatici e di scenario.

L’adozione di una visione dell’infrastruttura a lungo termine e di concetti come vita utile, resilienza e monitoraggio, la comprensione della normativa ambientale esistente e dei trend di crescita e sviluppo dell’area permettono al team di progetto di conoscere in anticipo eventuali problematiche che potrebbero presentarsi in futuro, anticipandone le soluzioni nell’ottica di una sostenibilità misurata e programmata.

 

Nota: questo articolo è stato precedentemente pubblicato su ICMQ Notizie n. 78

 

 

Un vivaio “gold” in Alaska

Il progetto del vivaio sportivo William Jack Hernandez in Alaska è stato il primo ad aver raggiunto l’award secondo il protocollo Envision™, ottenendo il livello Gold.
L’opera, voluta dal Dipartimento dei trasporti e delle strutture pubbliche dell’Alaska, è una struttura di 13 mila metri quadri e si configura come il più grande vivaio di pesca sportiva al coperto del Nord America. Grazie alla presenza di più di 100 vasche per l’allevamento di una grande varietà di pesci, aumenta e diversifica la produzione di pesca sportiva in modo sostenibile ed economicamente conveniente.
Il team di progetto ha implementato una serie di strategie virtuose che, tramite l’utilizzo di parametri propri del sistema di rating Envision™, hanno permesso di definire ogni aspetto del vivaio e del sito circostante secondo i principi della sostenibilità. Grazie a sistemi di ricircolo tecnologicamente avanzati ed altamente efficienti, sono stati ottenuti risparmi fino al 95% nei consumi di acqua dolce e nel fabbisogno energetico rispetto a quelli di un vivaio tradizionale, oltre che una notevole riduzione dei costi di gestione e manutenzione dell’intero impianto di allevamento.
La scelta della collocazione dell’opera ha poi giocato un ruolo importante a livello ambientale. Il team di progetto ha infatti favorito l’utilizzo di aree precedentemente urbanizzate, i cosiddetti brownfields, permettendo in questo modo la preservazione di siti non ancora edificati. Le aree selezionate, ex zone militari dismesse, sono state quindi riqualificate e bonificate dai contaminanti presenti nel suolo. L’attenzione posta verso l’ambiente circostante e il mondo naturale più in generale si evidenzia anche nelle scelte di architettura del paesaggio, grazie all’utilizzo di piante e specie autoctone adatte al clima dell’Alaska, nell’ottica di una riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti dannosi per l’ecosistema e gli habitat preesistenti.
Il progetto ha anche migliorato la qualità della vita delle comunità interessate: minimizzando gli impatti negativi, migliorando l’accessibilità del sito e delle aree circostanti, potenziando gli spazi pubblici e le strutture di ricreazione. Inoltre l’ottimale gestione di tutto il processo e l’attuazione di sinergie di sottoprodotto hanno permesso di coinvolgere altre realtà all’interno del processo, favorendo ad esempio il riutilizzo dell’acqua calda di scarto degli impianti da parte di stabilimenti vicini, invece di smaltirla. Infine, la creazione di connessioni con le piste ciclabili presenti ha permesso un miglioramento delle infrastrutture esistenti, grazie alla realizzazione di passerelle pedonali, sentieri e cartellonistica informativa.

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