Envision e i rischi climatici

24 febbraio 2017 by

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Il protocollo americano Envision – introdotto da Isi, Institute for Sustainable Infrastructure e ora disponibile anche in Italia – permette di valutare la sostenibilità di qualunque infrastruttura civile nell’ottica di migliorarne le performance da un punto di vista ambientale, energetico-prestazionale, sociale ed economico. Dopo gli articoli precedenti, in questo numero affrontiamo l’ultima delle cinque macro aree, Climate and Risk.

L’opera infrastrutturale è un concetto molto complesso che abbraccia molteplici aspetti legati non solo all’ambito progettuale e ingegneristico, ma anche a quello sociale, economico, ambientale e climatico. Il protocollo Envision fornisce strumenti per valutare tutti questi aspetti e in particolare, tramite la categoria Climate and Risk, offre indicazioni per implementare una valutazione preventiva dei rischi climatici e da inquinamento, e una conseguente ottimale progettazione.

La famiglia di crediti Climate and Risk, raccolti all’interno delle sottocategorie Emission e Resilience prende in esame fondamentalmente due aspetti, che rispecchiano rispettivamente una visione a medio-breve termine e una a più lungo termine: la minimizzazione delle emissioni di un’opera infrastrutturale e il concetto di sua esistenza e resilienza.

 

Emission

L’aumento delle emissioni di gas serra e dell’anidride carbonica in atmosfera è strettamente collegato al più ampio problema del riscaldamento globale, le cui conseguenze si possono misurare in termini di aumento delle temperature medie, riscaldamento delle superfici idriche, variazione e distruzione dei microclimi e degli habitat esistenti.

Obiettivo prioritario della sottocategoria Emission è analizzare tutte le fonti inquinanti promuovendone la riduzione e l’eliminazione durante l’intero ciclo di vita del progetto. Questo perché le emissioni di gas serra, ma anche di altri inquinanti pericolosi, sono direttamente associate al consumo di energia da fonti non rinnovabili, a modalità di trasporto legate all’utilizzo di combustibili fossili, all’energia generata per l’estrazione, la lavorazione e la produzione dei prodotti utilizzati (la cosiddetta net embodied energy).

La riduzione delle emissioni pericolose può avere effetti sia a breve che a lungo termine. Nel primo caso, metodologie progettuali che permettano una maggiore attenzione verso le risorse rinnovabili, o la riduzione di potenziali inquinanti nell’aria come ad esempio le polveri sottili, svincolano l’intervento dallo sfruttamento e utilizzo di  risorse esauribili. Nel secondo caso il protocollo favorisce l’adozione di strategie che, pur non avendo un ritorno immediato sul progetto, possono comunque contribuire complessivamente alla diminuzione degli effetti negativi sui cambiamenti climatici.  In tal modo la valutazione non si limita ai confini della singola infrastruttura, ma in un’ottica di più ampio spettro analizza i rischi e le conseguenze a livello globale.

 

Resilience

Strettamente interconnesso con i rischi climatici è il concetto di resilienza, ovvero la capacità di un’opera infrastrutturale di resistere e adattarsi alle mutevoli condizioni che si possono verificare sia a breve che a lungo termine, come ad esempio inondazioni, incendi, cambiamenti dei modelli climatici.

Attraverso i crediti della sottocategoria Resilience, il protocollo Envision permette di valutare preventivamente tutti i possibili rischi cui un’infrastruttura potrebbe essere soggetta e la probabilità con cui possono manifestarsi, permettendo così al team di progetto di adottare la la soluzione meno vulnerabile.

Una progettazione consapevole può infatti minimizzare gli effetti negativi che, anche se non visibili e misurabili nell’immediato, possono manifestarsi successivamente, quelli che il protocollo identifica con la terminologia trappole e vulnerabilità. Basti pensare al caso di un’infrastruttura che incrementa la dipendenza della comunità rispetto a risorse non rinnovabili o che possono diventare eccessivamente dispendiose (resources traps), oppure che sia estremamente sensibile nei confronti di eventi meteorici disastrosi o progettata secondo standard e regolamenti normativi rigidi e obsoleti (configuration and standard traps).

Grazie quindi all’adozione del sistema di rating Envision sin dai primi livelli della progettazione è possibile migliorare le performance di sostenibilità dell’opera infrastrutturale, aumentando la sua capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni climatiche, ambientali, sociali ed economiche, diminuendo la sua vulnerabilità e garantendo un aumento della vita utile e un maggiore soddisfacimento delle future esigenze delle comunità coinvolte.

 

“La categoria Climate and Risk offre indicazioni per una valutazione preventiva dei rischi climatici e da inquinamento”

NowHow-envision-clima

 

 

 

La Low level Road a Vancouver, prima infrastruttura di trasporto certificata Envision

La Low Level Road è stata la prima infrastruttura di trasporto a raggiungere l’awarding secondo il sistema di rating Envision, con il livello platinum.

L’opera è stata realizzata nella zona nord del Port Metro a Vancouver, sede originariamente di tratti stradali e ferroviari. L’area è stata oggetto di riqualificazione al fine di garantire l’accesso diretto a uno dei maggiori terminal portuali e il potenziamento dei percorsi ciclopedonali. Il progetto è consistito in un riallineamento e sopraelevazione di un tratto di circa 2,6 km della strada denominata Low Level Road. Questo ha permesso di ricavare lo spazio per un doppio sistema di binari, potenziando in tal modo la rete ferroviaria esistente, e di eliminare tre incroci stradali, aumentando la sicurezza della viabilità.

Gli aspetti che il team di progetto e le figure chiave coinvolte hanno affrontato utilizzando gli strumenti del protocollo Envision sono stati molteplici: da un lato un miglioramento delle operazioni portuali che favorisse lo sviluppo del commercio internazionale, dall’altro una maggiore attenzione verso la sicurezza della comunità e la diminuzione della congestione del traffico. Il progetto ha integrato diversi aspetti legati alla sostenibilità come la mobilità, i trasporti alternativi, la sinergia tra i diversi stakeholder, la minimizzazione dell’inquinamento acustico e dei rischi legati alla situazione geomorfologica del suolo. È stato così possibile creare un sistema infrastrutturale integrato con il contesto esistente e che tiene in considerazione le necessità dei residenti, degli investitori locali, dei gestori delle attività portuali e di trasporto ferroviario e viario, ottenendo un punteggio elevato nelle categorie Leadership e Quality of Life. Tutti i soggetti interessati sono stati infatti coinvolti sin dalle prime fasi progettuali, permettendo in questo modo che l’intervento rispecchiasse le esigenze dell’intera comunità.

 

NowHow-envision-Low level Road

Fonte immagini

 

L’integrazione e l’ampliamento dei sistemi infrastrutturali esistenti inoltre hanno stimolato sia la crescita economica e lo sviluppo sostenibile, con un previsto aumento progressivo dei posti di lavoro e del Pil, sia il miglioramento dei trasporti alternativi, grazie al potenziamento della rete ciclopedonale esistente.

Trovandosi all’interno di un’area ad alto valore ambientale, il progetto ha anche messo in atto misure volte alla salvaguardia degli habitat preesistenti e delle biodiversità. Ad esempio durante le attività di costruzione sono stati previsti sistemi di schermatura e siti di nidificazione artificiale per minimizzare gli impatti negativi e tutelare le specie protette, oltre che per ridurre l’inquinamento da rumore dovuto al fischio dei treni.

Grazie all’allineamento del progetto con quanto definito dai piani di adeguamento della città è stato infine possibile creare un’infrastruttura caratterizzata da flessibilità e adattamento a lungo termine soprattutto nei confronti dei cambiamenti climatici e di assetto infrastrutturale.

 

 

A cura di Silvia Ciraci

Vista di Accumoli, epicentro del terremoto di agosto 2016

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