La scelta strategica della formazione

26 maggio 2014 by

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In questo spazio leggerete e, se vorrete, scriverete di formazione. Crediamo sia un tema di un’attualità straordinaria e di un’importanza cruciale per il futuro del nostro Paese, sia quando a promuoverla è lo Stato sia le aziende e i privati.

 

In Italia ci hanno forse tristemente abituati a riconoscerla solo come un costo e non come l’investimento che sanno fare le aziende più innovative e capaci di rispondere alle sfide del futuro. Nella celebre massima di Derek Bok, presidente dell`Università di Harvard ed esperto di formazione “Se pensate che la cultura sia costosa, provate con l’ignoranza”,  è racchiuso il segreto del successo di alcune imprese, individui o Stati rispetto ad altri. La differenza sta in una pura scelta strategica.

 

Esistono infatti evidenze innegabili che rilevano l’intimo nesso tra investimenti in formazione, produttività aziendale, innovazione, competitività e, non da ultimo, motivazione del personale.

 

Il 7 aprile a Bruxelles l’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha lanciato la campagna biennale a livello europeo: “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”. Pare che dagli ultimi sondaggi europei il livello di stress-lavoro correlato sia cresciuto in maniera preoccupante e in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo la notizia non è incoraggiante.

 

Il testo Unico per la sicurezza, il d.lgs 81/2008 ci chiede di affrontare il problema con misure di prevenzione dei rischi psicosociali ad esso connessi. Ebbene, un’organizzazione che investe nella formazione dei propri collaboratori attua una misura che previene lo stress derivato dal gap fra richiesta dell’organizzazione stessa e capacità del lavoratore di farvi fronte ed è già sulla buona strada per migliorare l’ambiente di lavoro e dunque ridurre ulteriori fattori di rischio stress lavoro-correlato. Ma soprattutto, un dipendente messo nella condizione di migliorarsi ed avere prospettive di crescita è un dipendente più motivato, produttivo e potenzialmente predisposto all’innovazione. Di questo e molto altro parleremo in questa sezione.

 

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