Dalle Agenzie Regionali per la Protezione ambientale al Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Fare rete sarà vincente?

27 ottobre 2016 by

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15 giugno 2016. La Camera dei Deputati praticamente all’unanimità, dopo un iter parlamentare durato circa 3 anni, approva la legge che istituisce il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e disciplina l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

 

Nel comunicato stampa di ISPRA, in merito all’approvazione Legge del 28 giugno 2016, n. 132, si dichiara: “Il sistema si pone l’obiettivo di assicurare omogeneità ad efficacia alle attività di controllo pubblico della qualità ambientale, qualificandosi come fonte ufficiale, omogenea e autorevole per ciò che riguarda informazione, monitoraggio, analisi e valutazione ambientale, a garanzia della tutela, non solo dell’ambiente ma anche di chi ci vive”.

 

Fanno parte del Sistema Nazionale: l’ISPRA, istituito nel 2008, oggi con ruolo di coordinamento del SNPA e le 21 Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell’Ambiente (ARPA e APPA), istituite nel 1994. Tali Enti dovranno operare in una logica di rete “favorendo le più ampie sinergie” come precisato all’art. 4 comma 5.

 

Di forte interesse è la volontà che scaturisce da questa legge di istituire una fonte unica e ufficiale su tutto il territorio nazionale in cui vengano garantite prestazioni minime di verifiche e di controlli ambientali con protocolli di ispirazione europea e a tariffario unico.

 

Una maggiore unità e linee guida comuni, da applicare su tutto il territorio, contribuiranno a facilitare un dialogo tra le parti coinvolte negli iter di bonifica ambientali e maggior chiarezza per esempio su temi complessi quali le modalità di elaborazione dell’analisi di rischio e le procedure necessarie per la rimozione dei serbatoi interrati.

 

Altro punto di forte interesse introdotto dalla legge è quello dell’istituzione di SINANET un Sistema Informativo Ambientale Nazionale i cui dati saranno uniformi, gratuiti e accessibili a tutti i cittadini. Basterà accedere ad un unico sito per conoscere la profondità a cui si trova la falda, la geologia locale, il rischio idrogeologico, la presenza di corpi franosi e la zonazione sismica. All’interno del portale verranno raccolti tutti i dati e le cartografie redatte fino ad oggi da diversi Enti ed Istituti di ricerca. Inoltre è prevista la realizzazione di nuove campagne per il rilevamento geologico, per la pubblicazione di una carta geologica nazionale con dati aggiornati e con una legenda consistente e univoca.

 

La legge è davvero lungimirante e di ampio respiro nella sua chiarezza di propositi: prevede nient’altro che la riorganizzazione di ciò che già esiste attraverso una valutazione comparativa di modelli e strutture organizzative, valorizzando le eccellenze già presenti che verranno proposte e adottate sull’intero territorio nazionale, tutto ciò “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica” così come sottolineato diverse volte nel testo legislativo. Un augurio quindi ai 10.000 addetti che intraprendono questo lavoro di riorganizzazione e di valorizzazione con l’attenzione all’ambiente e alla salute umana, perché, partendo dal territorio, sentano forte il desiderio di una comunità che vuole crescere e migliorarsi nell’unica modalità vincente: facendo rete!

 

A cura di Mara Dal Santo, geologo, MWH 

 

 

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