Dalle acque alla VIA: non solo rifiuti nel collegato ambientale

09 febbraio 2016 by

0saves

Al di fuori del Capo VI, interamente dedicato ai rifiuti, il collegato introduce una nutrita serie di misure ambientali, accorpate in Capi tematicamente omogenei, con l’eccezione del primo che raccoglie una serie di disposizioni genericamente riferite alla protezione della natura e allo sviluppo sostenibile. Trovano così spazio: l’obbligo, per i proprietari di sostanze inquinanti veicolate via mare, di prevedere oneri preliminari di tipo informativo e sulla sicurezza (art. 1); il rafforzamento della sicurezza nella prospezione e nella coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare (art. 2); la messa in atto di riforme organizzative per l’ENEA (art. 4); nuove misure per rilanciare la mobilità sostenibile (con l’interessante estensione delle garanzie, previste per gli infortuni in itinere, all’uso della bicicletta nei tragitti casa-lavoro; art. 5); l’aumento dei fondi per la tutela delle aree marine protette (art. 6). Completano il Capo I misure per la revisione della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (art. 3) e disposizioni venatorie e per il prelievo di fauna (art. 7).

 

Due, invece, gli articoli del Capo II: l’applicazione della valutazione di impatto ambientale agli scarichi diretti in mare nell’ambito della ricerca e coltivazione di idrocarburi e al materiale da escavo e da attività di posa in mare di cavi e condotte (art. 8); l’inserimento di una valutazione di impatto sanitario (senza effetto retroattivo) nei procedimenti di VIA per le centrali termiche e altri impianti di combustione, raffinazione, gassificazione e liquefazione.

 

 

Di energia e gas serra si occupa il Capo III. In particolare, l’art. 10, intervenendo sull’accesso ai fondi derivanti dalle vendite all’asta delle quote di emissione, premia le aziende certificate ISO50001; modifiche anche per la disciplina sull’efficienza degli usi finali dell’energia e sui servizi energetici sono previste dall’art. 12, mentre l’art. 13 allarga l’elenco dei sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas utili per accedere ai fondi a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili. Semplificazioni nei procedimenti autorizzativi per l’attraversamento di beni demaniali da parte di opere della rete elettrica di trasmissione nazionale (art. 14) e chiarimenti sulle incentivazioni per gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento (art. 15) completano il Capo III.

 

La tutela del suolo è al centro del Capo VII, che si apre, all’art. 51, con un articolato piano per l’avvio, previa pubblicazione di un decreto entro 60 giorni dall’entrata in vigore del collegato, delle nuove “Autorità distrettuali” e contestuale soppressione delle esistenti autorità di bacino, come peraltro previsto dal D.Lgs. n. 152/2006. Intervenendo poi su una questione di estrema urgenza, l’art. 52 stanzia 10 milioni di euro a favore di comuni che intendano effettuare interventi di rimozione o di demolizione di opere e immobili edificati in aree soggette a rischio idrogeologico elevato; allo stesso scopo, all’art. 55 è istituito il fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico presso il Ministero dell’Ambiente, mentre l’art. 56 introduce un credito d’imposta, pari al 50%  delle spese sostenute, per interventi di bonifica da amianto. Altra questione aperta è quella dei materiali litoidi, la cui attribuzione o esclusione dalla disciplina dei rifiuti è spesso oggetto di controversie giurisprudenziali, che l’art. 53 assoggetta alla «normativa sulle attività estrattive», anche se limitatamente alla quota parte che deriva da «attività di estrazione effettuata in base a concessioni e pagamento di canoni». Decade, invece, il cosiddetto “silenzio-assenso” nelle procedure da mettere in atto in presenza di rischio idrogeologico, licenze edilizie comprese (art. 54), mentre per la valutazione di incidenza ambientale per siti di importanza comunitaria (cosiddetti SIC) sono previste misure di semplificazione (art. 57).

 

Il Capo VIII dichiara, già nel titolo («Disposizioni per garantire l’accesso universale all’acqua»), finalità decisamente ambiziose che si concretizzano nell’istituzione di un fondo di garanzia per gli interventi finalizzati al potenziamento delle infrastrutture idriche (art. 58), nella messa a punto dei cosiddetti “contratti di fiume”, strumenti volontari a integrazione dei piani di gestione del rischio alluvioni (art. 59), nelle forniture a condizioni agevolate «della quantità di acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali» agli utenti del servizio idrico integrato in condizioni economico-sociali disagiate (art. 60) e nell’innalzamento della soglia di potenza nominale media (da 220 kW) per l’applicazione del sovracanone di bacino imbrifero montano (art. 62). Curiosamente, tutti i dispositivi di legge del Capo VIII non si applicano alla Valle d’Aosta, che ricorre, per tali questioni, al proprio statuto speciale (art. 63).

 

Il Capo IX è il più breve dell’intero collegato, annoverando il solo articolo 64 che interviene sulle autorizzazioni relative per le infrastrutture di comunicazione elettronica per gli impianti.

 

Due, invece, gli articoli del Capo X: l’art. 65, che fa rientrare le acque reflue dei frantoi oleari nelle acque reflue domestiche, e l’art. 66 che introduce misure per le pubbliche amministrazioni a favore del riutilizzo di prodotti e della preparazione al riutilizzo dei rifiuti, nell’ottica di incentivare il recupero di materiali.

 

 

Chiude il collegato ambientale il Capo XI che raccoglie una serie di disposizioni eterogenee; tra le più rilevanti: l’introduzione di un sistema di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (PSEA) che sarà oggetto di uno o più decreti legislativi da emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore del collegato stesso (art. 70); l’esclusione degli impianti alimentati da gas combustibili rientranti nel campo di applicazione della norma UNI 11528 dalla disciplina sugli impianti termici civili (art. 73); lo slittamento al 25 novembre 2016 del termine per l’applicazione della delega in materia di inquinamento acustico (art. 76); modifiche alla disciplina sulla gestione dei sedimenti dragati all’interno dei siti di bonifica di interesse nazionale (art. 78).

 

Leggi anche: Collegato ambientale, il 2016 parte con il verde

Acqua Shock. Edward Burtynsky

Precedente:

Acqua Shock. Edward Burtynsky

Lana, petrolio e moda insieme, unite dal mare

Successivo:

Lana, petrolio e moda insieme, unite dal mare

Potrebbe interessarti