Da m.Paani a Wine to Water: il mobile dà accesso all’acqua potabile e il lusso diventa risorsa vitale

28 aprile 2016 by

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L’India, come la gran parte dei paesi in via di sviluppo, presenta una situazione di squilibrio per una vasta parte della società. Nonostante gli elevati livelli di crescita economica a livello nazionale, si riscontra ancora una forte carenza di infrastrutture adeguate e una vasta parte della popolazione incontra degli ostacoli significativi nel miglioramento della qualità della vita.

 

Mentre lavorava come consulente per TechnoServe in diversi villaggi rurali dell’India con l’obiettivo di combattere la povertà e progettare interventi eco-sostenibili in molteplici settori, Akanksha Hazari notò che la maggior parte della popolazione, pur non avendo accesso ai servizi di base, come ad esempio la sanità o l’acqua, riusciva comunque ad usufruire dei servizi di telefonia mobile.

 

m.Paani

Da qui la decisione di Akanksha Hazari di sfruttare i telefoni come mezzo per accedere ai beni sociali, tra cui l’acqua pulita, l’assistenza sanitaria, l’istruzione e l’energia. L’esperienza l’ha portata così a fondare m.Paani, una società che sfrutta la potenza della tecnologia mobile per aiutare gli indiani a guadagnare premi per lo shopping in rete (beni di prima necessità, ad esempio) che possono essere scambiati con altre cose vitali come i filtri per l’acqua oppure il sostegno scolastico.

 

Tutto funziona attraverso un programma a premi mobile-based che consente appunto alle comunità svantaggiate di collegare la propria spesa e i comportamenti positivi alla conquista di punti preziosi che vengono convertiti in premi, ricompense ad impatto sociale essenziali per trasformare la loro vita. Per esempio, una famiglia può guadagnare punti mantenendo regolarmente un diario di bordo sulle spese e le entrate in modo da riscattarli per poter finanziare ad esempio le classi di alfabetizzazione e al tempo stesso per poter pianificare al meglio la propria situazione economica, riducendo i costi e aumentando i risparmi.

 

Per ogni prodotto acquistato dai membri della comunità, Akanksha ottiene che le aziende investano una percentuale dei loro profitti in un fondo di sviluppo che a sua volta viene utilizzato per portare a bordo diversi partner senza scopo di lucro che possano fornire servizi essenziali per la comunità, come ad esempio lo sviluppo delle competenze, l’istruzione e i servizi sanitari.

 

Al tempo stesso, Akanksha sfrutta la rete di distribuzione dei negozi locali a Mumbai (kirana shop) per poter sviluppare il programma delle ricompense. Ciò significa che un utente m.Paani può recarsi in uno di questi negozi e iscriversi al programma premi.

 

Quello che sta creando Akanksha è una nuova forma di valore ibrido, aumentato di volta in volta e in modi diversi da tutte le parti coinvolte, per poter garantire il benessere della comunità. È un sistema che sta funzionando bene se solo si pensa che il 100% dei partecipanti, ad esempio, sta usando la propria ricompensa come previsto, installando i filtri per l’acqua a casa in modo appropriato e consumando acqua potabile. Questo sta portando ad una riduzione delle malattie e delle spese per i servizi sanitari.

 

In soli tre anni da quando m.Paani è andato sul mercato, l’azienda è stata in grado di collegare i consumatori a basso reddito indiani all’economia digitale. Il numero di utenti sta aumentando ad un tasso del 33% ogni mese e nel frattempo, Akanksha sta espandendo il sistema in modo che gli abitanti degli slum urbani possano trasferire i loro punti alle famiglie nei villaggi, contribuendo allo sviluppo delle loro comunità rurali d’origine.

 

 

L’acqua è un lusso

Come si vede, oggi la tecnologia sostenuta da un pensiero strategico e innovativo risolve delle problematiche gravi ma soprattutto permette di intraprendere un’azione collettiva su larga scala.

 

Al tempo stesso, esistono dei metodi alternativi ma pur sempre efficaci che puntano a garantire l’accesso ai servizi essenziali come l’acqua potabile, che in molti paesi continua a scarseggiare. Il dato a livello globale è allarmante: si parla di oltre 750 milioni di persone a cui è negata questa possibilità, di cui 358 milioni solo in Africa.

 

A tal riguardo vogliamo segnalare tre importanti iniziative no-profit che trasformano il lusso in risorsa vitale, a partire da Wine to Water, che per ogni bottiglia di vino venduta dona acqua pulita a un destinatario in difficoltà per un anno intero.

 

Three Avocados è invece una società di caffè senza scopo di lucro che dona il 100% dei suoi profitti per garantire l’accesso all’acqua potabile e all’educazione in Uganda e in Nicaragua.

 

E poi c’è Do Amore, che trasforma i diamanti e le pietre preziose in acqua potabile, lavorando a stretto contatto con charity: water e Water.org per individuare ogni volta i progetti da finanziare.

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