COP 21: soluzioni, punti di forza e grandi programmi

21 dicembre 2015 by

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Editoriale dicembre 2015

 

È stato accolto con una standing ovation l’accordo con cui il mondo tenterà di limitare l’aumento del riscaldamento globale.

 

La COP 21Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi – è da poco terminata e per la prima volta in oltre 20 anni di mediazione da parte delle Nazioni Unite, è stato raggiunto un accordo vincolante e universale sul clima, accettato dai 196 paesi partecipanti.

Nello specifico, l’Accordo di Parigi prevede la riduzione della produzione di ossido di carbonio “il più presto possibile” per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2° C e raggiungere il 100% di rinnovabili entro il 2050.

 

Questo patto è il primo a proporre dei vincoli per tutti i paesi al fine di ridurre le emissioni di CO2, “una svolta storica”, citando le parole di Laurent Fabius, il Ministro degli Esteri francese.

Oltre i successi raggiunti, numerose sono già le critiche e le discussioni che si stanno creando intorno all’argomento, dal momento che l’accordo si presenta in parte vincolante e in parte volontario. Dobbiamo aspettare il 22 aprile 2016 perché sia depositato presso le Nazioni Unite a NewYork. Solo a partire da quel momento, i governi avranno un anno di tempo per ratificarlo ed entrerà in vigore quando a farlo saranno stati almeno 55 paesi, che rappresentino non meno del 55 per cento delle emissioni globali di CO2.

 

Nell’attesa, abbiamo scelto di approfondire l’argomento e di dedicare un focus speciale a Cop21 per poter analizzare la Conferenza e i suoi risultati da più punti di vista.

 

A partire dall’African Renewable Energy Initiative (Arei), l’iniziativa per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili che – sostenuta formalmente da tutti i capi di Stato del Continente Nero – punta nel giro di circa quindici anni a rendere l’Africa il continente più pulito del Pianeta dal punto di vista energetico. “Un progetto ambizioso che, sostenuto in prima linea da Germania, Stati Uniti, Francia, Canada, Gran Bretagna, Spagna, Danimarca e Italia, punta  a sviluppare entro il 2020 almeno 10 GW di nuova capacità di generazione elettrica per salire fino ad almeno 300 entro il 2030.” (Roberto Giovannini, A COP21 lAfrica presenta il programma Arei).

 

Uno sguardo importante viene dato anche a tutte quelle soluzioni che possono essere messe in atto con il proprio comportamento quotidiano:
“Con lo storico accordo siglato a Parigi, i grandi del mondo hanno messo la prima pietra per iniziare a essere parte della soluzione, dopo tanti decenni in cui purtroppo il mondo industrializzato è stato innanzi tutto la causa dei cambiamenti climatici. E proprio nell’ottica di mostrare in che modo tante realtà produttive – spesso additate come i principali responsabili della produzione di gas serra – stiano dando un contributo positivo alla riduzione della CO2 emessa e all’impatto ambientale generato, per tutta la durata della Conferenza si è tenuta al Grand Palais di Parigi l’esposizione Solutions COP 21.” (Emanuela Taverna, COP 21, le soluzioni per tutti i giorni in mostra al Grand Palais).

 

Ma quali sono i punti di forza dell’intesa di Parigi? Barclays, seria e autorevole banca internazionale britannica, li analizza nel suo report su Cop21. Ecco lo scenario intravisto:
“Aiuterà a rafforzare i fondamentali di lungo termine dei beni di capitale e dei settori a basse emissioni mentre indebolirà quelli delle industrie del comparto dei carburanti fossili.  Al tempo stesso aumenterà l’interesse dei regolatori finanziari sul clima e sul rischio del pricing del carbonio e indurrà sempre più gli investitori a ‘decarbonizzare’, a ridurre ‘la quantità di anidride carbonica dei loro portafogli’”. (Monica Lodi, Cop21, più vincoli per società e investitori più attenti. Per Barclays un risultato forte).

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