Comprendere l’ambiente attraverso la realtà virtuale

18 gennaio 2017 by

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Può la realtà virtuale salvare l’ambiente?

Questa domanda è forse una previsione un po’ azzardata, ma i ricercatori credono che sicuramente potrebbe promuovere una migliore comprensione della natura e dare alle persone una visione empatica delle sfide ambientali.

 

“La realtà virtuale può dare a tutti, a prescindere dal luogo in cui vivono, il tipo di esperienza necessaria per generare l’urgenza necessaria per prevenire le calamità ambientali”, ha dichiarato Jeremy Bailenson, professore di comunicazione presso la Stanford University.

 

Alcune iniziative lo dimostrano.

 

Quest’anno, ad esempio, il Virtual Human Interaction Lab (VHIL) ha pubblicato un breve documentario e un gioco interattivo che provano a spiegare la questione dell’acidificazione degli oceani, il processo attraverso il quale l’eccesso di anidride carbonica nell’atmosfera si dissolve nell’oceano, rendendolo più acido e meno sano per la vita dell’oceano.

 

Il documentario e il gioco del laboratorio sono stati presentati al Tribeca Film Festival ed inoltre il primo è stato adattato per essere incluso in Google Expeditions, un programma che applica la realtà virtuale all’educazione e che ha già coinvolto più di un milione di bambini delle scuole di tutto il mondo. Consente infatti agli insegnanti di guidare gli studenti in viaggi virtuali per visitare mete come ambienti sottomarini e spazio attraverso esplorazioni in paesaggi a 360° e immagini 3D.

 

La realtà virtuale, come ci sta dimostrando Google Expeditions, è una modalità molto coinvolgente e ricca di potenzialità, in grado di portare gli studenti in luoghi spesso inaccessibili o difficilmente raggiungibili, facendo contemporaneamente educazione ambientale.

 

Oggi, infatti, gran parte dell’investimento in VR è diretto verso applicazioni di intrattenimento come film e giochi. Molto diffuso è anche il taglio documentaristico di alcune produzioni. Ad esempio, David Attenborough ha prodotto un’esperienza di VR nella Grande Barriera Corallina; oppure c’è il National Geographic che sta realizzando una serie di video 360° che ci portano ad esplorare il mondo e la natura in tutta la loro bellezza e potenza. Al tempo stesso, la VR inizia ad essere utilizzata anche per rappresentare in 3D fenomeni legati all’inquinamento.

 

Temi come il cambiamento climatico, l’estinzione e l’erosione dei ghiacciai sono particolarmente difficili da spiegare, sia perché stanno accadendo lentamente, sia perché sono in continua evoluzione in luoghi remoti. Per questo motivo, la realtà virtuale potrebbe essere un ottimo strumento per simulare un’esperienza digitale immersiva simile alla realtà, con tutte le sensazioni che ne derivano.

 

Immaginate ad esempio di ritrovarvi improvvisamente immersi nel bel mezzo della foresta amazzonica, protagonisti del cambiamento climatico che sta attraversando questa regione, mentre siete a casa seduti sul vostro divano. “Siamo creature visive e gli esempi visivi possono essere molto sorprendenti”, ha spiegato Kristy Kroeker, un assistente professore di ecologia e biologia evolutiva presso l’Università della California, Santa Cruz.

 

Tutto questo è reso possibile grazie anche a strumenti sempre più accessibili come i Google Cardboard o il Gear VR di Samsung. Anche Facebook ha rilasciato l’auricolare Oculus Rift, una configurazione VR pensata per il mercato di massa.

 

Nel frattempo, sono stati condotti diversi studi sulle esperienze di VR che dimostrano come le persone che hanno provato un’esperienza del genere siano più propense a cambiare il proprio comportamento in modo da non danneggiare il pianeta.

 

Alcuni studi di VHIL sul tema hanno dimostrato, ad esempio, che se una persona ha un’esperienza di VR in cui abbatte una storica sequoia, sentendo le vibrazioni e il suono della motosega così come il boato derivante dal crollo della struttura, questa persona sarà più incline a risparmiare carta. (Approfondisci qui).

 

Dando uno sguardo al panorama esposto, emerge che la realtà virtuale – grazie alla capacità che ha di farci percepire l’impatto dei nostri comportamenti sull’ambiente – sta diventando un potente mezzo per far sentire le persone in grado di cambiare le cose. Ed è prevedibile che si lavorerà sempre più in tal senso, valorizzando questo aspetto.

 

Una delle più grandi sfide contro il cambiamento climatico – come ha osservato Bailenson – sarà quella di mettere virtualmente le persone nella condizione di capire che guidare una macchina ad alto consumo o vivere in una casa inefficiente dal punto di vista energetico sta alimentando un problema che si manifesterà completamente solo nei prossimi decenni.

 

A cura della redazione di Now How

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