Collegato ambientale: il 2016 parte con il verde (Approfondimento)

21 gennaio 2016 by

0saves

Il 2016 parte nel segno dell’ambiente con il cosiddetto “collegato ambientale” alla legge di stabilità 2014. Il provvedimento, licenziato definitivamente dalla Camera in data 22 dicembre 2015 e in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce, infatti, un impressionante numero di misure legislative, in parte innovative in parte di modifica della legislazione ambientale vigente, che spaziano dalla gestione dei rifiuti alla difesa del suolo, dalla valutazione di impatto ambientale e sanitario alla lotta alle emissioni di gas a effetto serra fino alle bonifiche.

 

Particolari sono poi il Capo V «Disposizioni incentivanti per i prodotti derivanti da materiali post consumo o dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi» e il Capo IV, interamente dedicato al rilancio della green economy, attraverso il rafforzamento delle certificazioni volontarie, del green public procurement e dell’impronta ambientale.

 

La sezione più corposa è quella di cui al Capo VI, interamente dedicata ai rifiuti, che copre un ampio spettro di tipologie.

Si parte con l’art. 24 che opera un giro di vite sui rifiuti ammissibili alla produzione di energia elettrica, riducendo i sottoprodotti della lavorazione del legno per la produzione di mobili e relativi componenti, unicamente a quelli relativi al legno non trattato ed escludendo altre categorie come quelli urbani in legno non pericolosi e tutti i rifiuti pericolosi (con qualche eccezione).

 

I rifiuti in plastica compostabile certificata a norma UNI EN 13432:2002 sono invece ammessi tra i fertilizzanti, tema sul quale viene anche regolamentato l’utilizzo agronomico dei cosiddetti “correttivi (artt. 25 e 26).

 

L’art. 27 si occupa di pulizia dei fondali marini, prevedendo un piano per l’individuazione, prima, dei porti marittimi dotati di siti idonei e, successivamente, la stipula di accordi di programma per la scelta dei soggetti; lo stesso articolo interviene anche sulla gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e residui di carico.

Eliminati, senza eccezione alcuna, i residui di lavorazione di materiali lapidei dalla disciplina sulle terre e rocce da scavo (art. 28).

 

L’art. 29 dispone una serie di misure di vigilanza sulla gestione dei rifiuti: sostituzione ufficiale del Ministero dell’Ambiente all’Osservatorio nazionale sui rifiuti (nel frattempo soppresso) con conseguente riorganizzazione e ampliamento delle funzioni; modifiche per la pubblicazione dei piani e dei programmi in tema di rifiuti, da parte delle regioni e delle province autonome; maggiori flessibilità per le imprese agricole nella gestione del “formulario di identificazione dei rifiuti”.

 

L’art. 30 riporta una nuova disciplina per i rifiuti di rame e di metalli ferrosi e non ferrosi, da applicarsi però solo in casi particolari, e nella quale non trova spazio il regime di responsabilità previsto per i casi ordinari.

Importantissimo il passaggio all’art. 31 che introduce una procedura per il risarcimento del danno ambientale nei siti di bonifica di interesse nazionale che prevede la possibilità, per il soggetto privato destinatario di una richiesta di risarcimento del danno ambientale o di un ordine di bonifica, di formulare una proposta transattiva da sottoporre al Ministero dell’Ambiente.

 

L’art. 32 si occupa alle percentuali minime di raccolta differenziata, prevedendo, tra le altre cose, l’aggravio della cosiddetta “ecotassa” direttamente sul comune che non ha raggiunto le percentuali di raccolta differenziata (e non più sull’Autorità d’ambito che, a sua volta, le ripartiva tra i comuni inadempienti), mentre l’art. 33 dispone una serie di misure per finanziare interventi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, di recupero e salvaguardia ambientale nelle isole minori. Sempre in tema di tributi ambientali, l’art. 36 prevede riduzioni e/o esenzioni dalla TARI per i comuni che si siano distinti nella prevenzione nella produzione di rifiuti.

 

Destinato sicuramente a fare discutere è, invece, il disposto combinato degli artt. 34 e 35, in forza del quale il deposito in impianto di incenerimento di rifiuti senza recupero energetico viene parificato al deposito in discarica.

 

Di compost si occupano gli artt. 37 e 38, disponendo un’apposita disciplina per la modalità “aerobica” e, più in generale, per il compostaggio in genere, compreso quello effettuato da collettività di più utenze. Anche in questo ambito sono previste riduzioni sulla TARI.

 

Gli articoli che vanno dal 39 al 41 trattano particolari tipologie di rifiuti: l’art 39 è dedicato alla gestione  di specifiche tipologie di imballaggi destinati all’uso alimentare, ripristinando il vuoto a rendere con finalità di recupero e salvaguardia della salubrità degli spazi pubblici; stessa finalità per l’art. 40 che regolamenta la raccolta di piccoli rifiuti quali mozziconi di prodotti da fumo, scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare; l’art. 41, infine, si occupa del fine vita dei pannelli fotovoltaici, da gestire nell’abito della disciplina prevista per i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), tema affrontato in maniera più puntuale dall’art. 43 «Disposizioni per la piena attuazione delle direttive dell’Unione europea in materia di rifiuti elettrici ed elettronici e di rifiuti di pile e accumulatori».

 

All’art. 44, che rende più semplice l’emanazione di ordinanze contingibili e urgenti e poteri sostitutivi nel settore dei rifiuti, come peraltro richiesto dall’Unione europea, fa seguito l’art. 45 che prevede una serie di misure finalizzate a incentivare la raccolta differenziata e a diminuire la quantità dei non riciclati da parte dei comuni, attraverso l’erogazione di appositi fondi regionali.

 

Le discariche trovano spazio nell’art. 46, con l’abrogazione definitiva del divieto (più volte rimandato) di ammissione dei rifiuti con potere calorifico inferiore (PCI) superiore a 13.000 kJ/Kg, nell’art. 47, che rivede le priorità per la riduzione dei rifiuti in discarica, anteponendo le misure preventive alle operazioni di trattamento (riciclaggio, trattamento aerobico o anaerobico), che dovranno comunque essere poste in atto sulla base di criteri tecnici che ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) dovrà emanare entro 90 giorni dalla pubblicazione del collegato in Gazzetta Ufficiale (art. 48).

 

Il Capo VI si chiude con l’art. 49 che introduce alcune semplificazioni nell’ambito della miscelazione dei rifiuti e l’art. 50 che regolamenta con l’impiego di materiali contenenti solfati di calcio per attività di recupero ambientale realizzate per le installazioni e gli stabilimenti che producono biossido di titanio.

 

******

 

Nei prossimi articoli saranno passate in rassegna le novità in materia di:

- valutazione di impatto ambientale e sanitario, gas a effetto serra, impianti per la produzione di energia, difesa del suolo, risorse idriche, impianti radioelettrici, beni usati scarichi e riutilizzo di residui vegetali;

- materiali post consumo o derivanti dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi e green economy.

La diga sul Nilo Azzurro

Precedente:

La diga sul Nilo Azzurro (Approfondimento)

Generazione E-waste

Successivo:

Generazione E-waste. Around the World, Around the Web (Approfondimento)

Potrebbe interessarti