Certificazioni LEED® in Italia: un’opportunità per l’immobiliare (Approfondimento)

18 giugno 2014 by

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Creato negli Stati Uniti ad opera del US GBC, lo standard LEED® – Leadership in Energy and Environmental Design - oggi è applicato in oltre 140 Paesi nel mondo, tra cui l’Italia. E’ un sistema di certificazione degli edifici che nasce su base volontaria ed indica i requisiti per costruire edifici ambientalmente sostenibili, dove le risorse naturali e i consumi energetici sono utilizzati in maniera razionale. Ma quali sono le ricadute sullo sviluppo economico? In Italia il GBC (Green Building Council) è organizzato in Chapter e in questa intervista abbiamo sentito il parere dell’ing. Alberto Lodi, Segretario del Chapter Lombardia del GBC Italia.

 

Il GBC ha il merito di aver portato in Italia lo standard LEED®: quali sono le principali differenze che hanno permesso di adattarlo alla realtà del nostro Paese?

 

Lo standard LEED® Italia ha rappresentato il coronamento del lavoro attraverso il quale GBC Italia, associazione della filiera edilizia costituitasi all’inizio del 2008, ha contribuito alla diffusione della certificazione di sostenibilità nel nostro Paese. Lanciato nel 2010 e presentato a Milano dal Chapter Lombardia l’11 giugno 2010, questo standard, il primo LEED a non essere stato scritto in lingua inglese, ha avuto il merito di “localizzare” il LEED® in Italia, prendendo come riferimento la realtà tecnico-normativa e legislativa italiana. Questo è stato il grande merito di un lavoro che ha impegnato molte decine di volontari, Soci GBC Italia, per oltre due anni.

 

Per il prossimo futuro però la strada sta già cambiando. La localizzazione del LEED® in Europa oggi passa attraverso il LEED® International Europe, un programma di localizzazione, relativo ai protocolli versione 2009, che non considera più singoli Paesi, ed opera mediante ACP (Alternative Compliance Path) globali, un metodo flessibile per dimostrare la conformità ai crediti LEED, conformità a volte più difficile da stabilire per progetti al di fuori degli Stati Uniti.

 

A qualche anno dalla sua introduzione, come possiamo valutare l’impatto del LEED® sul mercato immobiliare italiano?

 

L’impatto delle certificazioni di sostenibilità, ed in particolare il LEED®, lo standard oggi più diffuso in Italia, è stato sicuramente apprezzabile a partire dal 2008-09, sia qualitativamente che anche quantitativamente. Dobbiamo però dire che l’arrivo dei principi di sostenibilità ha di fatto coinciso con l’inizio del periodo di crisi economica, in atto ormai in Italia ed in Europa, proprio da quegli anni. Ciò nonostante i progetti certificati o in corso di certificazione,  per tutti gli standard LEED® applicabili in Italia, sono numerosi, al momento attuale 159, dei quali 46 con LEED® Italia (mentre nel mondo risultano in totale registrati LEED oltre 65.000 progetti!).

 

Mentre non ci risultano ancora disponibili sul mercato italiano dati relativi all’incremento di occupazione e di valore degli immobili grazie al settore Greenbuilding LEED® (159 casi sono ancora poco rappresentativi nel mercato nazionale) si possono però fare alcune considerazioni. Innanzitutto si può dire che le ricerche (vedi Fig. 1)  individuano come già percepito il  maggior valore dell’edificio certificato, sul mercato e quindi la sua maggiore vendibilità.

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Fig. 1 – L’aumento di valore negli immobili certificati. Fonte: Luca Dondi – Nomisma, 1°Green Evening del Chapter Lombardia, 30 gennaio 2013

 

Secondariamente, si può già osservare sul mercato sia il fenomeno “Green Premium” (raggiungimento di un valore superiore) che quello “Brown Discount” (mancato raggiungimento del valore a causa di requisiti non di primo livello), anche se non è facile identificare di quali valori percentuale si tratti. Di certo, per gli edifici certificati, si riducono i tempi di vendita / collocazione sul mercato, potendo inoltre attrarre locatari più prestigiosi.

 

Su quali tipi di edifici il LEED® si è rivelato maggiormente efficace ed apprezzato e per quale motivo?

 

Il LEED, pur essendo applicabile in modo abbastanza flessibile alle diverse tipologie edilizie, è innegabile che si riveli particolarmente adatto a valorizzare edifici nuovi o in via di riqualificazione di uso commerciale / istituzionale ed anche residenziale (soprattutto da una certa dimensione in su). Intendendo con questa denominazione immobili ad uso uffici (mono o pluri-tenant), commerciale in senso proprio, edifici pubblici, scuole, università etc. E’ infatti stretto il legame tra la certificazione, che qualifica in vario grado la sostenibilità (ma anche, in definitiva, la qualità dell’immobile) e l’incremento del valore che questi può riscontrare sul mercato. Rispondendo, in questo modo, alle esigenze del settore immobiliare. Basti pensare, da questo punto di vista alle realizzazioni sorte dai cantieri Porta Nuova – Varesine – Garibaldi – Isola di Milano. Non ancora partito, ma promettente anche nel nostro Paese, l’utilizzo del protocollo LEED EB:O&M (Existing Building Operation and Maintenance) dedicato al miglioramento della gestione sostenibile degli edifici esistenti.

 

Da un punto di vista dei materiali e della tecnologia, si può dire che il LEED® abbia introdotto delle innovazioni in Italia?

 

Si può senz’altro dire che la certificazione di sostenibilità sia tra i fenomeni che più hanno contribuito all’ammodernamento del settore delle costruzioni, non tra i più rapidi nella innovazione tecnologica.

 

Il focus dato ai materiali innovativi nel LEED® è notevole, vengono infatti promossi i materiali ottenuti da materie prime rigenerabili o abbondantemente disponibili, prodotti in processi sicuri per i lavoratori e sostenibili per l’ambiente, privi di sostanze tossiche ed inquinanti ed applicabili con tecniche sicure per i lavoratori, riutilizzabili e riciclabili o smaltibili con metodi sicuri.

 

Dal punto di vista invece delle nuove tecnologie gli esempi sono numerosi, solo per citarne alcuni, la minimizzazione dell’impatto del cantiere sulla città (sviluppo polveri e fanghi), la diffusione dei tetti verdi e di rivestimenti esterni suscettibili di rilasciare meno calore (effetto isola di calore) durante la stagione estiva, la diffusione di rubinetterie ad elevato risparmio idrico, la diffusione di una raccolta differenziata spinta che permette di riciclare i rifiuti del cantiere anche oltre il 95% (a discarica, anche meno del 5%)!

 

 

alberto-lodiAlberto Lodi
Ingegnere ambientale, Alberto Lodi attualmente ricopre il ruolo di Responsabile Commerciale Sostenibilità presso ICMQ SpA, Organismo di Certificazione di parte terza dell’industria delle costruzioni e socio fondatore del Green Building Council (GBC) Italia, associazione no profit volta a favorire ed accelerare la diffusione di una cultura dell’edilizia sostenibile. Ha partecipato alla redazione dello standard LEED Italia, ed è attualmente Segretario del Chapter Lombardia di GBC Italia.

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