Borse Ue rischiano crollo 10% per sconvolgimenti del meteo (Approfondimento)

23 marzo 2016 by

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“L’impatto di El Nino, la diffusione della ruggine del frumento in Russia e le temperature più calde in Sud America potrebbero portare a un aumento di quattro volte dei prezzi del grano, del mais e della soia”. Inoltre, tra le conseguenze, “i mercati azionari europei potrebbero perdere il 10% del loro valore, mentre in Usa potrebbe verificarsi una caduta del mercato azionario del 5%”. Non è la previsione di un meteorologo con tendenze catastrofiche bensì un più che blasonato studio dei Lloyd’s (per leggere l’intero report), elaborato assieme a esponenti del mondo accademico del Regno Unito e Usa.  Nel documento si evidenziano le significative conseguenze economiche e umanitarie che potrebbero avere sull’economia globale gli sconvolgimenti meteo, come ad esempio le catastrofi climatiche (dalle piogge torrenziali alla siccità, dagli smottamenti alle inondazioni) o le pandemie tra le coltivazioni, spesso ulteriormente aggravati dall’influenza negativa dei mutamenti climatici. Quattro i principali risultati del report pubblicato lo scorso giugno. Il primo: una combinazione di soli tre eventi meteorologici catastrofici potrebbe portare a un calo del 10% nella produzione globale di mais, dell’11% nella produzione di soia, del 7% di quella del frumento e del 7% nella produzione di riso. Il secondo: i prezzi del grano, del mais e della soia potrebbero aumentare fino a quattro volte rispetto ai livelli medi registrati durante i 20 anni precedenti allo shock dei prezzi agricoli mondiali del 2007/8. I prezzi del riso invece potrebbero aumentare del 500%. E ancora: questa serie di eventi potrebbe potenzialmente scatenare rivolte per il cibo che scoppierebbero in aree urbane tra Medio Oriente, Nord Africa e America Latina. Sommosse che potrebbero portare ad una più ampia instabilità politica con effetti a catena per una vasta gamma di attività. Anche i mercati finanziari subirebbero le conseguenze della combinazioni delle tre catastrofi ambientali ipotizzate dai Lloyd’s. Se da una parte i prezzi delle commodity alimentari saliranno, dall’altro il rialzo del costo dei generi alimentari, combinato all’aumento dell’instabilità politica, potrebbe impattare negativamente sui corsi azionari con cali stimati nell’ordine del 10% per le principali borse europee e del 5% per quella statunitense.

 

Un piccolo esempio degli effetti di un solo evento e limitato a una zona geografia ben precisa. Nel 2013 in Centro America si è diffusa nelle piantagioni di caffè una malattia (Hemileia vasatrix fungus) che ha provocato danni per 500 milioni di dollari ed è costata il lavoro a 374 mila persone, abitualmente impiegate nella raccolta dei chicchi.

 

Lo scenario messo a fuoco nel “Food System Shock” non è una predizione, si sottolinea nel report, e invita a non sottovalutare le implicazioni per gli assicuratori.  Secondo gli esperti di Lloyd’s uno shock sistemico all’approvvigionamento alimentare globale potrebbe innescare richieste di risarcimento significative tra più classi di assicurazione, tra cui (ma non solo) terrorismo e violenza politica, rischio politico, interruzione di attività, agricoltura, marina e aviazione e via dicendo. Queste perdite potrebbero essere aggravate dal rischio di uno shock per il sistema alimentare generando perdite che si estenderebbero su più anni. La capacità degli assicuratori di pagare i crediti rapidamente – suggerisce Lloyd’s – sarebbe un fattore importante per il recupero post-shock. I Lloyd’s, da oltre 300 anni, sono l’unico mercato assicurativo e riassicurativo per i rischi speciali al mondo e spesso sono i primi ad assicurare rischi nuovi, insoliti o complessi.

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