Benessere al lavoro: proviamo con lo Yoga

16 giugno 2016 by

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Ho 10 minuti prima di condurre una lezione sulla comunicazione di crisi davanti ai top manager di una delle più prestigiose case automobilistiche europee.  È il mio esordio in questo campo e la prova è importante, non solo per me, ma anche perchè da essa può dipendere un nuovo potenziale settore di attività per il gruppo per cui lavoro.  Tempo di preparazione all’evento neanche 48 ore. Sono sotto stress e lo stress mi dà due opzioni classiche di ‘rettiliana memoria’: attacco o fuga. Io scelgo una terza via, quella dello Yoga.  Mi chiudo in bagno e, nella manciata di minuti che ho a disposizione, pratico due diversi tipi di pranayama (respirazioni). Prima uno calmante, poi uno energizzante e la mia mente si calma, torna lucida, concentrata, il respiro è ricondotto al suo ritmo naturale. Sono pronta ad andare in scena. E lo faccio, con professionalità perché lo Yoga, la via dell’equilibrio, può realmente aiutarci ad affrontare una situazione complessa, anche nella vita lavorativa di tutti i giorni, non solo nel nostro cammino spirituale.

 

Alcuni di voi avranno sicuramento fatto esperienza di Yoga, altri non lo hanno mai praticato, altri ancora potrebbero averne un’immagine un po’ superficiale e stereotipata associata a persone a metà strada tra un contorsionista e un asceta himalayano. Ebbene prima di tutto lo Yoga è un’antichissima disciplina, nata almeno 5.000 anni fa, che  ricarica e porta equilibrio in tutte le componenti della persona (corpo, respiro, mente, emozioni), componenti tra loro interconnesse come le Neuroscienze hanno recentemente espresso attraverso il concetto di Sistema Pnei (Psico Neuro Endocrino Immunitario). Ed è per questo suo obiettivo fondamentale, l’equilibrio, che lo Yoga assume un ruolo di rilievo nel mondo del lavoro, un mondo duramente colpito dalla crisi economica globale iniziata nel 2008.

 

Un plus che invece all’estero è  stato colto e compreso da anni, tanto che una società come Goldman Sachs paga 18 lezioni di Yoga al mese ai propri banchieri, trader e fund manager per migliorarne l’efficienza, la concentrazione e la capacità di gestione dello stress. La EU-OSHA (European Agency for Safety and Health at Work) nel 2014 ha raccolto tutta una serie di evidenze presenti in letteratura sullo stretto legame esistente fra stress lavoro correlato ed entità dei relativi costi di gestione, dimostrando chiaramente che è più conveniente intervenire a livello preventivo che non a posteriori. In un recente studio (2013) finanziato dall’Unione Europea si è stimato che il costo dello stress lavoro correlato sia in Europa di 617 miliardi di euro l’anno e il totale include i costi a carico delle aziende derivanti da assenteismo (272 miliardi ), perdita di produttività (242 miliardi ), costi sanitari (63 miliardi) ed altri costi (39 miliardi). Lo stesso studio (2013) dimostra come ogni euro speso da un’azienda in un programma di prevenzione generi in un periodo di un anno un guadagno netto di 14 volte tanto.

 

Ma qualcosa si sta muovendo anche in Italia, grazie a una maggiore sensibilità che le società stanno acquisendo rispetto a un concetto di welfare aziendale. Lo Yoga così sta piano piano affacciandosi  sul mondo del lavoro come scelta di Responsabilità Sociale d’Impresa (corporate social responsibility, CSR). Lo Yoga viene inserito sempre più spesso nei programmi di welfare aziendale dove – secondo un’indagine McKinsey- Valore D si registra un maggior impegno dei dipendenti (+30%) e un vantaggio economico: per ogni 150 euro di costi (pacchetto welfare) l’azienda ha un beneficio netto di 300 euro a dipendente. Inoltre il welfare aziendale beneficia di una fiscalità agevolata.

 

Se questi sono i vantaggi per l’azienda illuminata che porta lo Yoga al suo interno, quali sono i benefici per chi lavora?  Lo Yoga, oltre a dare benessere ed energia,  insegna a gestire lo stress autonomamente, consente di recuperare lucidità per prendere decisioni e risolvere problemi senza abbandonare la scrivania, aiuta a migliorare la gestione del tempo e le relazioni con gli altri.

 

Le mie due anime professionali, giornalista finanziaria da una parte e insegnante di Yoga dall’altra, mi hanno consentito di beneficiare degli effetti della pratiche di asana, pranayama, concentrazione e meditazione ed è anche alla luce di queste prove sul campo che, insieme con due amiche insegnanti, abbiamo realizzato Yoga@Work,  un programma di Yoga ‘ad hoc’ per il mondo del lavoro.

 

Lo Yoga è al lavoro.

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