Barilla mette la sua ‘blue box’ sotto la lente

24 ottobre 2017 by

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Un’analisi fatta dal Barilla Center for Food and Nutrition evidenzia come la produzione di ogni kg di pasta porti con sé quasi 2 kg di materiale sprecato, edibile e non. Per questo, la multinazionale di Parma ha fissato l’impegno di dimezzare la quantità che arriva fino in discarica.

 

In un’epoca di grande attenzione allo spreco e di impegno per l’efficientamento, potrà sembrare incredibile quanto emerso da uno studio del Barilla Center for Food and Nutrition su 1 kg di pasta Barilla ‘blue box’, la mitica scatola blu presente in molte case italiane.

 

Pur essendo un modello virtuoso di economia circolare, ogni kg di pasta porta con sé, lungo la filiera, quasi 2 kg di rifiuti di materiali edibili e non (1.979 g per la precisione).

Se si parla di food waste, quindi il vero e proprio spreco alimentare di componenti commestibili, la quantità dispersa si riduce a 202 grammi, e sul banco degli imputati sale il consumo domestico, responsabile del 77% di questi sprechi. Viceversa, le perdite sul campo sono solo il 2%, e alle fasi molitorie e produttive si può attribuire un altro 2,3% del totale.

 

Allargando l’analisi allo spreco di materiale di qualsiasi genere, la situazione si ribalta: l’87% (1.727 kg) viene sprecato nella fase di produzione (dall’agricoltura al processo produttivo vero e proprio) e solo il restante 13% riguarda distribuzione e consumo.

La buona notizia è che, nella filiera della blue box, nulla viene realmente ‘buttato’: il 94% degli scarti viene valorizzato in diversi modi: viene lasciato sul campo (come fertilizzante), diventa mangime per animali, viene usato per la produzione di energia da biomasse, è destinato al compostaggio. Solo il 6%, dunque, pari a 126 grammi, viene effettivamente smaltito in discarica.

 

Gli obiettivi al 2022: dimezzare la quota in discarica

Fatta l’analisi, Barilla ha fissato i nuovi obiettivi: entro il 2022, la multinazionale si propone di dimezzare la quantità complessiva di sprechi, sia da food loss sia da food waste, riducendo al 3% la quota destinata alla discarica.

 

L’impegno riguarda tutta la filiera: dall’aumento delle biomasse utilizzate a scopo energetico nei mulini, alla riduzione degli sfridi in fabbrica, dall’intensificazione della collaborazione con Fondazione Banco Alimentare per ridestinare le eccedenze fino alla sensibilizzazione al consumatore.

 

In quest’ultimo campo, non si può prescindere dalla collaborazione con la distribuzione. Per questo, il leader della pasta ha messo in atto un’azione di comarketing con Carrefour Italia per sensibilizzare tutti i clienti della catena francese contro lo spreco alimentare, incoraggiando per esempio alcune ricette tipiche della tradizione italiana che oggi si definiscono delle autentiche ‘svuota frigo’. Dalle minestre alle zuppe, dalle polpette alle frittate, dalla classica ripassata in padella all’insalata o alla torta di pasta.

 

Secondo uno studio di Waste Watcher, l’osservatorio di Last Minute Market, la pasta cruda è uno degli alimenti meno sprecati delle dispense, viceversa la pasta cotta occupa primi posti, perché spesso si esagera con le porzioni. La ricerca di Barilla si è appoggiata ai dati di Lasta Minute Market per estendere la ricerca anche alla ristorazione collettiva, in particolare di comunità, che rappresenta una quota importante dei consumi quotidiani di bambini e ragazzi: nei refettori scolastici, addirittura, la media è del 25%, con picchi del 40%, spesso dovuto a sughi non graditi.

 

 

Una nuova legge, tante iniziative in partenza

I risultati dello studio Barilla sono stati diffusi nel corso della tavola rotonda “Lotta allo spreco: scelte sostenibili per stili di vita responsabili”, tenutasi lo scorso 3 ottobre al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale di Milano.

 

Il talk show – al quale hanno partecipato rappresentanti di tutta la filiera produttiva, da Barilla a Granarolo, da Costa Crociere a Cir Food, da Ancc-Coop a Just Eat, fino all’agenzia di design Il Vespaio – ha permesso di gettare uno sguardo d’insieme alla situazione dello spreco alimentare in Italia a poco più di un anno dall’entrata in vigore della legge Gadda 166, che ha permesso un +20% nel recupero delle eccedenze alimentari. Tra gli esempi più felici degli effetti positivi di tale semplificazione legislativa, quello di Costa Crociere, che ha potuto finalmente recuperare i pasti non consumati a bordo donandoli una volta arrivati in porto. Da questo mese, Costa Crociere ha anche attivato l’iniziativa Taste don’t waste, che cerca di sensibilizzare i crocieristi durante il momento del buffet a non sovraccaricare le porzioni per evitare sprechi inutili.

 

La legge antispreco ha anche favorito il proliferare di iniziative originali, come la ‘family bag’, un contenitore che Just Eat – specialista del food delivery – fornirà con le consegne, per facilitare la conservazione degli avanzi qualora le porzioni ordinate si rivelassero eccessive. L’azienda è stata anche capofila del progetto Ristorante Solidale, attivo a Milano e di prossima apertura a Torino, che cucina per i più bisognosi le eccedenze avanzate ai ristoranti che aderiscono a Just Eat.

 

È al debutto anche un nuovo Emporio Granarolo: dopo il felice esperimento di Bologna, l’azienda lattiero-casearia ha deciso di aprire un nuovo store in cui rivenderà prodotti non più ritirabili dalla distribuzione moderna (che chiede la consegna entro due terzi della vita utile di un prodotto), ma ancora perfettamente commercializzabili.

 

A cura di Emanuela Taverna

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