Al Gore: 11 anni dopo, una verità che si fa sempre meno scomoda

30 novembre 2017 by

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Presentato all’ultimo Sundance Festival, “Una scomoda verità 2” è il coinvolgente e provocatorio seguito del documentario (Oscar nel 2007), e mostra quanto siamo vicini a una rivoluzione energetica reale.

 

A 11 anni di distanza dal primo film di Al Gore sul riscaldamento globale che nel 2007 vinse il Premio Oscar® come miglior documentario, “Una scomoda verità 2” fa il punto sullo stato di salute del nostro pianeta.

Nel 2006, il Vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore si trovava a un bivio dopo le sfibranti elezioni presidenziali del 2000 e aveva deciso di intraprendere un nuovo percorso.

La crisi climatica stessa si trovava a un bivio. La portata della minaccia iniziava appena a farsi strada nell’opinione pubblica e le industrie dei combustibili fossili reagivano con un’opposizione decisa.

Il primo film correva il rischio di essere accolto negativamente dal pubblico poiché, fondamentalmente, era la storia di un candidato presidenziale sconfitto che diffondeva un messaggio catastrofico. “Una scomoda verità” (“Un Unconvenient Truth”), invece, è diventato il catalizzatore di una svolta.

All’epoca, Time Magazine scrisse: “Una scomoda verità ha smosso il dibattito sul riscaldamento globale come non era mai accaduto prima”. Un anno più tardi, un sondaggio della Nielsen/Oxford University rilevava che l’89% di coloro che avevano visto Una scomoda verità” riteneva di avere una maggiore consapevolezza del cambiamento climatico e il 66% affermava di avere cambiato idea riguardo all’esistenza del problema.

 

La Rivoluzione della Sostenibilità: potente come quella industriale, veloce come quella digitale

I progressi compiuti nella lotta contro il cambiamento climatico sono il punto di partenza di “Una scomoda verità 2”, presentato all’ultimo Sundance Festival.

Se Una scomoda verità” è stato il campanello d’allarme, oggi milioni di persone hanno gli occhi ben aperti. Il risultato è quella che è stata chiamata la Rivoluzione della Sostenibilità: una rivoluzione che per Gore produrrà una profonda trasformazione in ogni aspetto della società umana: “Ha la portata della Rivoluzione Industriale e la velocità della Rivoluzione Digitale”, è il suo pensiero.

Tutto ciò viene catturato in un film girato con lo stile del “cinema diretto”, che elimina il muro tra pubblico e soggetto. Le macchine da presa seguono come un’ombra Gore nella sua odissea tra Groenlandia, India, Europa, Asia e attraverso gli Stati Uniti.

 

Un film in presa diretta

Gore continua a consultare gli scienziati più all’avanguardia nella ricerca climatologica. In “Una scomoda verità 2”, la macchina da presa lo segue nel paesaggio mozzafiato dello Swiss Camp in Groenlandia, dove il Cooperative Institute for Research in the Environmental Sciences ha stabilito fin dal 1990 una stazione di ricerca per il monitoraggio dei movimenti del ghiaccio. Qui Gore apprende che la stazione stessa è crollata diverse volte nell’ultimo decennio perché il ghiaccio a cui è ancorata si sta sciogliendo in fretta.

Come dichiara uno dei registi, Jon Shenk: “Una scomoda verità 2” mostra che verosimilmente siamo più vicini al disastro di quanto nel quotidiano la gente non creda, ma il film rivela anche che ogni giorni si fa molto, ma molto di più di quanto si veda o si immagini”.

In una sequenza particolarmente significativa, Gore viene accolto da Dale Ross, l’esuberante sindaco repubblicano di Georgetown (Texas) che, oltre a essere una delle città più repubblicane in uno stato molto repubblicano, è appena diventata la prima città in Texas a utilizzare energia elettrica da fonti rinnovabili al 100%. Anche se è difficile trovare un personaggio più diverso da Gore dal punto di vista ideologico, Ross è provocatoriamente orgoglioso di ciò che ha fatto per aiutare la sua città. L’approccio ironico nei confronti di Gore è un segnale di speranza in una cooperazione non faziosa su un problema che minaccia l’esistenza di tutti.

 

Per questo, Gore continua anche a organizzare conferenze informative sul cambiamento climatico e offre un programma di formazione rivolto alle persone che vogliono un ruolo più attivo come promotori del cambiamento. Poco dopo l’uscita di Una scomoda verità”, Gore ha creato il Climate Reality Leaders Corps. Il programma conta oggi più di 10.000 attivisti, appartenenti agli ambienti più eterogenei e provenienti da oltre 135 nazioni. Nel film osserviamo Gore durante le sessioni formative che si sono svolte a Miami, Houston, Pechino, Manila e altre città.

 

I cambiamenti sono già in corso. Il messaggio di Gore per il 2017 è che il tempo non è scaduto. Se agiamo adesso, le barriere che ostacolano la soluzione della crisi climatica cadranno. Gore è convinto che questo particolare momento sia cruciale: è l’ultima e la migliore possibilità perché il nostro mondo possa continuare ad accogliere l’umanità e la vita.

 

 

Le rinnovabili, la sfida della nostra epoca

Uno dei punti cardine di “Una scomoda verità 2” è l’importanza assoluta della transizione energetica verso le fonti rinnovabili per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Nel 2016, l’81% di tutta l’energia prodotta nel mondo sfruttava combustibili fossili.

Tuttavia, molti sono i segnali economici che il mondo si sta muovendo verso un’economia rinnovabile: per la prima volta molte città e nazioni nel mondo stanno raggiungendo l’obiettivo di utilizzare energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Più di un terzo dell’elettricità in Germania è prodotto regolarmente da fonti rinnovabili. In molte parti del mondo è più conveniente ottenere energia elettrica attraverso il vento e il sole anziché dai combustibili fossili.

Tra le evidenze messe in luce da “Una scomoda verità 2”, gli investimenti globali nella generazione di energia elettrica rinnovabile hanno superato quelli dei combustibili fossili.

L’eolico e il solare hanno superato tutte le aspettative, crescendo in modo esponenziale. Nel 2000 le proiezioni indicavano che entro il 2010 si sarebbero potuti installare nel mondo 30 gigawatt di capacità di energia eolica. Nel 2015 la realtà era 14 volte superiore al numero prospettato. Il solare è andato addirittura ben oltre le proiezioni. Le aspettative erano entro il 2010 di installare un gigawatt all’anno di energia solare. La previsione per il 2016 era 70 volte maggiore. Il costo delle celle solari, d’altro canto, è calato dell’85% negli ultimi dieci anni. Il Cile è passato da 11 megawatt di energia solare nel 2013 a 400 megawatt nel 2014, ha toccato gli 850 megawatt nel 2015 ed è ora intenzionato ad aggiungere 13,3 gigawatt di capacità di energia solare.

La maggiore diffusione di combustibili rinnovabili sta interessando i paesi in via di sviluppo, oggi privi di infrastrutture basate sui combustibili fossili, che hanno colto l’opportunità di “compiere un balzo” e passare direttamente alle tecnologie sostenibili. Il futuro è delle rinnovabili.

 

A cura di Emanuela Taverna

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