Adesso sappiamo come sarà il futuro delle nostre città

18 luglio 2017 by

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Chissà quante volte abbiamo immaginato il futuro delle nostre città tra robot e scenari ipertecnologici. Sicuramente innumerevoli volte e spesso credendo che si trattasse di ipotesi troppo futuriste per essere vere.

 

Da poco Utilitalia, la federazione che riunisce 500 imprese italiane dei servizi idrici, energetici e ambientali, è venuta incontro alla nostra immaginazione realizzando il Primo censimento che guarda al futuro del nostro paese illustrando le migliori pratiche nei Servizi Pubblici.

 

Cosa è venuto fuori? Tute per astronauti che sfruttano la capacità dell’acqua di assorbire le radiazioni, buoni spesa consegnati ai cittadini in cambio di rifiuti, mappature satellitari delle perdite degli acquedotti e sofisticati sistemi di trattamento dei fanghi di depurazione che trasformano gli scarichi dei nostri bagni in combustibile per le auto.

 

Queste sono solo alcune delle esperienze descritte dai 274 progetti raccolti dalle 134 aziende che hanno partecipato al censimento e che oggi compongono un database gratuito, aperto e consultabile qui.

 

Economia circolare, responsabilità sociale, innovazione, efficienza energetica e sviluppo sono le best practice al centro dei progetti presentati e destinati nell’insieme a diventare un punto di riferimento per le amministrazioni locali, per la politica e per gli esperti di acqua, energia e rifiuti chiamati a fare scelte e progetti per lo sviluppo del territorio.

 

Entrando nel dettaglio, la parte dedicata alla responsabilità sociale e ambientale conta il maggior numero di progetti. Tra questi: rating legalità (una spinta etica e ‘bollino’ di trasparenza anche per l’accesso al credito), fondo per utenze disagiate per le famiglie in difficoltà con le bollette, Banco dell’energia contro il rischio povertà. E ancora, un impianto di depurazione che restituisce all’ambiente 150 milioni di metri cubi di acqua per riuso irriguo o l’applicazione di tecnologie smart grid su una porzione di rete di distribuzione di energia elettrica.

 

Dalle buone pratiche relative all’innovazione tecnologica emerge invece l’impegno delle aziende sul tema della digitalizzazione e del miglioramento dei servizi ai cittadini: sistemi di geolocalizzazione degli interventi, telecontrollo delle reti, gestione delle risorse e reportistica avanzata, tecnologie satellitari per la ricerca di perdite idriche dalle condotte, fino all’utilizzo delle fognature per il passaggio della fibra ottica, sistemi di tracciabilità dei rifiuti e interramento dei cassonetti.

Per quanto riguarda i processi di sviluppo aziendale, emergono buone pratiche legate alla sicurezza sul lavoro, al work force management con la digitalizzazione della regolazione del lavoro quotidiano e all’economia circolare in tutte le sue possibili declinazioni.

 

Anche l’efficienza energetica porta con sé esempi importanti. Emergono infatti numerosi investimenti per il ciclo idrico e per gli impianti di trattamento dei rifiuti, la generazione di energia da fotovoltaico o lo sfruttamento di mini-salti idrici per produrre l’idroelettrico; così come l’inserimento di turbine negli acquedotti, il teleriscaldamento e progetti per favorire la mobilità sostenibile elettrica e da biocarburanti.

 

“Utili all’Italia” non deve essere visto come un elenco di progetti ma come una mappa delle migliori pratiche realizzate negli ultimi tre anni dalle aziende più vicine ai cittadini: progetti potenzialmente replicabili in altre parti del territorio così come in altri paesi, colmando differenze spesso esistenti tra aree diverse.

 

“Molte delle nostre imprese sono pronte a esportare a testa alta questo ‘know how’ su nuovi mercati”, ha sostenuto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che è intervenuto alla presentazione di “Utili all’Italia”.

 

Ci troviamo davanti ad un censimento che può essere visto come un ottimo punto di partenza per disegnare, insieme alle amministrazioni, le città del futuro.

 

A cura della Redazione di Now How

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